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L’Empoli sembra a buon punto e diverte contro il Pontedera

David Biuzzi
L’Empoli sembra a buon punto e diverte contro il Pontedera

Cinque reti degli azzurri che mettono subito in mostra anche gli ultimi arrivati Stulac si è già preso le chiavi del gioco e il baby Cannavò debutta con un eurogol

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L’Empoli vero, o almeno qualcosa che gli somiglia molto, spunta in una piovosa notte di luglio. Nel primo vero test, in effetti, perché il Pontedera è tutto meno che una banda di sprovveduti. Così il 5-1 del Castellani dice, dice molto. Ad esempio di un potenziale offensivo, quello della truppa di Bucchi, che sembra davvero tanta roba. Ma le indicazioni positive non sono a senso unico. Finisce con un divario ampio che ci sta tutto, è vero, ma nei primi 20 minuti, abbondanti, di gioco, la squadra di Maraia non solo tiene bene il campo, nel suo 3-5-2, ma punge pure. Soprattutto sugli esterni e soprattutto sulla propria sinistra, dove Mannini viaggia ancora che è una meraviglia. I granata, poi, vanno in riserva presto. D’altra parte sono al lavoro da una settimana appena, ed è la qualità a scavare il solco.

Anche perché gli azzurri schierano subito l’artiglieria pesanti. Compresi Dezi e Stulac che in gruppo ci sono praticamente da un giorno. Lo sloveno, però, ci mette poco a prendersi le chiavi di casa. E del gioco. Che dirige con personalità a precisione, mostrando anche una certa e interessante propensione al tiro da fuori. Quando s’accendono quelli davanti, poi, sono dolori. A partire da Mancuso, che timbra il palo al 20’ e pochi secondi dopo insacca la sua prima rete al Castellani scartando un cioccolatino di La Gumina. E, di fatto, accende la squadra che per qualche minuto fa il bello e il cattivo tempo. Al 26’ è già 2-0, con Antonelli (buona la sua prova) che insacca di testa su corner di Laribi. Al 31’ tris, proprio col fantasista che appoggia dentro su assist di Mancuso.

L’Empoli c’è, insomma. Ma anche il Pontedera. E quando gli azzurri commettono l’errore di specchiarsi, portando troppi elementi sopra la linea della palla e perdendo le misure, la punizione arriva puntuale. È ’ il 35’, quando Mannini galoppa su un’autostrada ad almeno 3 corsie e poi pennella un cross che Semprini, bravo e inserirsi coi tempi giusti, spedisce di testa alle spalle di un altro debuttante di casa, Brignoli. È un errore, quella di lasciarsi troppo campo alle spalle e di allungarsi troppo, che gli azzurri ripeteranno anche in altre occasioni. E, quindi, da correggere in fretta per il tecnico.

Entrambi, gli allenatori, iniziano la ripresa senza rivoluzioni e la gara resta divertente e giocata su ritmi già accettabili. La serata fresca aiuta, ma anche la propensione di entrambe a fare, a costruire. Per il quarto gol, insomma, c’è da aspettare poco. Lo firma ancora Mancuso e ancora duettando con Laribi. È incoraggiante l’intesa tra i due, anzi fra i tre perché La Gumina è propositivo e generoso. Per lui, però, niente gol. Perché la partita del primo undici finisce al 16’, quando Bucchi cambia tutti (non può, però, schierare gli acciaccati Piscopo e Moreo) e cambia anche lo spartito. SE nel primo tempo si “suona” un 4-3-1-2 che qualche volta diventa 4-3-3, dopo l’ora di gioco il copione è rovesciato. E la scena se la prende un altro attaccante siciliano, il giovanissimo Kevin Cannavò, che all’esordio regala la perla della serata con un gran tiro dalla lunga che batte Mazzini. Nel Pontedera debutta Negro e Maraia dopo la seconda infornata di cambi passa anche al 4-4-2.

La partita, però, ormai ha raccontato tutto. E neanche è stato poco. —

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