Gioco
La Prato-Abetone il solito successo “La Fuga” al top con Ruffa-Raggiante
Il primo posto a squadre è della Gastone Nencini che chiude davanti all’Agliana Ciclismo e all’Avis Verag Prato Est
Ben 500 ciclisti al via della 38° edizione della Prato Abetone che è tornata ad essere la classica del ciclismo toscano. La novità è stata la cronoscalata da la Lima all'Abetone per 17 km dove gli atleti hanno dato il massimo. Molti, anche da fuori regione, hanno scelto di affrontare le salite che da Prato portano alla montagna pistoiese "Vengo dalla Versilia e non si può non fare la Prato Abetone - spiega Elisa Federigi Misericordia Capezzano Pianore - è stata qualcosa di fantastico e l'arrivo alle Piramidi mi ha dato una carica incredibile" A percorrere con il miglior tempo la crono è stato Marco Ruffa (La Fuga) in 47'23" subito dietro, con 50'07" , Daniele Seghi (Grip Castelfiorentino) mentre terzo con 50'56" Gianluca Fantoni (Magniflex Lido Bike). Tra le donne, Sabrina Raggiante (La Fuga) ha percorso i 17 km in 56'22" ed è ottava nella classifica generale con al secondo posto proprio la versiliese Federigi e al terzo Chiara Giangrandi (In Bici Cycling). Il più giovane della manifestazione è stato Lorenzo Tolomelli della Ctbs Bologna mentre l'over è il classe 1934 Renzo Cavedagna della Bitone Bologna dopo. Tra le società è il Team Gastone Nencini a guadagnarsi la coppa della Prato Abetone 2019 che sarà consegnata giovedi 18 luglio alle 21 a Palazzo Datini in via Ser Lapo Mazzei 43.
A seguire, Agliana Ciclismo, Avis Verag Prato Est, Ciclistica Bitone Bologna, Dlf Pistoia, Ciclistica Viaccia, 1° e Pizza Bike, La Fuga Faliero Sarti, Team Bike Il Faro e Ciclistica La Feraglia.. «Un'edizione davvero speciale che ha messo in luce i tanti gruppi presenti e che sono tornati in massa a questa edizione - dice l'ideatore Silvano Melani - la Prato Abetone è nata cicloturistica con quattro ciclisti che sono partiti da Prato e hanno raggiunto l'Abetone. Ora i mezzi sono cambiati, la strada anche, ma lo spirito è sempre lo stesso e penso che si sia ritrovato il modo giusto per divertirsi faticando». Oltre alla granfondo molti hanno scelto il percorso di 96 km che arrivava a Gavinana e tornava a Prato e quello corto di 65 km che passava da Signa, Seano e tornava in viale Piave. «Il Team Gastone Nencini ha portato all'Abetone tutti i suoi partecipanti e questo ci ha permesso di conquistare questo trofeo a cui teniamo molto - spiega il presidente Saul Nencini nonchè figlio del campione Gastone Nencini -; il ristoro era perfetto e il percorso è una classica che per chi abita in pianura è considerata una sfida unica perchè c'è un dislivello di 1388 metri e arrivare in paese tutti assieme è qualcosa di straordinario». All'Abetone «E' qualcosa di unico - urla il presidente di Agliana Ciclismo - questa manifestazione è la storia del ciclismo tosano». Tanti i ciclisti che per la prima volta hanno fatto le salite delle svolte. «Noi siamo di Bologna e questa manifestazione per quanto riguarda l'organizzazione e il panorama è qualcosa di eccezionale - spiega il presidente della Bitone Bologna- torneremo sicuramente.La Toscana è davvero una terra di cicloturisti». Tanti anche coloro che hanno scelto di salire all'Abetone grazie all'autogestito «E' una grande opportunità perchè non è obbligatorio arrivare a Prato e poi giungere all'Abetone - spiega il responsabile del gruppo Toscana Dynamo - ma si può partire direttamente da casa e alle Piramidi siamo stati accolti allo stesso modo di chi era partito dallo start. Grazie perchè abbiamo vissuto una giornata davvero unica». —
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