Finanza
Fognini e Balotelli, così diversi eppure tanto simili
In queste ultime ore, due ragazzi dall’enorme talento hanno ancora una volta riempito le pagine dei giornali e i siti web, e non proprio per meriti agonistici
Dicono che il talento sia predisposizione naturale, anarchia e una dose, spesso robusta, di follia. Dicono anche che non c’è cosa più facile, per un atleta di talento, di rompere le regole, gli schemi, di uscire dagli steccati. Di forzare fino a rompere il vaso di cristallo dei comandamenti non scritti dello sport. In queste ultime ore, due ragazzi dall’enorme talento hanno ancora una volta riempito le pagine dei giornali e i siti web, e non proprio per meriti agonistici. Fabio Fognini e Mario Balotelli sono così diversi eppure tanto simili.
Fabio nato ad Arma di Taggia, di ottima famiglia, infanzia nei bei circoli della riviera, un braccio come altri due-tre al mondo, nato per giocare a tennis. Mario all’opposto: adottato insieme al fratello, infanzia non semplice, il calcio come riscatto di un carattere complicato. Uno si è arrampicato fino al numero 10 del mondo, l’altro ha avuto chances nelle squadre più forti del mondo e le ha buttate via.
Fabio che, sul verde sacro di Wimbledon, impreca a voce alta, ben sapendo che un video qualsiasi lo inchioderà: dire “maledetti inglesi, cadesse una bomba su questo circolo” è come entrare il bermuda e zoccoli al gran ballo della regina Elisabetta: imperdonabile. E infatti, oltre alla sconfitta contro il non irresistibile Sandgren, per Fognini potrebbe arrivare una sanzione anche pesante.
Ma qui, comunque, si parla sempre di tennis, di cose di campo. Molta più tristezza mette l’ultima prodezza di Balotelli, che sul lungomare di Napoli offre duemila euro a un ragazzo perché, in sella allo scooter, si tuffi in acqua. Il poveretto, ovviamente, lo fa e vince il rotolo di banconote che (l’ex) Supermario tira fuori dalla tasca. Con il proprio denaro, ovviamente, si può fare tutto: ma se Mancini e tutti i tifosi italiani aspettavano, all’alba dei 29 anni, un segnale di maturazione dal talento più controverso degli ultimi tempi, beh: ripassare.
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