Toscana
Fabbiano, muro di Londra Il pugliese tascabile doma il mostro Tsisipas
Delusione Sonego, paga la stanchezza contro Granollers Seppi, ottima la prima. E Lorenzi sbatte su Medvedev
LONDRA. Che Thomas Fabbiano stesse diventando un giocatore da erba lo si era capito con la brillantissima semifinale di Eastbourne, la settimana scorsa. Ma quella che il pugliese, piccolo di statura ma immenso di cuore, ha messo a segno ieri nel tempio di Wimbledon, è unìimpresa che pochissimi avrebbero pronosticato. Fabbiano, numero 89 delle classifiche mondiali, ha sbattuto fuori in cinque set dal torneo londinese nientemeno che il numero sei del mondo Stefanos Tsitsipas, che l’anno scorso lo aveva stoppato al terzo turno. Il giocatore greco si è arreso dopo quasi tre ore e mezza di gioco con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-4, 6-7 (8), 6-3.
Il pugliese aveva avuto la doppia chance di chiudere già nel tie-breal del quarto set ma nell’occasione era stato bravo il ventenne talento di Atene. Tsitsipas può recriminare per tre palle-break non sfruttate nel secondo gioco del set decisivo e su un nastro decisamente tricolore che nel settimo game ha consegnato il break all’azzurro.
Thomas però è stato bravo a mantenere i nervi saldi e nel nono gioco è stato Tsitsipas a crollare: negli ultimi tre punti della partita ha commesso due doppi falli ed ha steccato un diritto. Al prossimo turno Fabbiano, alla sua terza partecipazione a Wimbledon, troverà dall’altra parte della rete il croato Ivo Karlovic, 40 anni, numero 80 del ranking mondiale, che ha battuto l’altro azzurro Arnaboldi in tre set. Tra i due non ci sono precedenti. Parte bene anche l’avventura di Andreas Seppi, che si è sbarazzato in quattro set - 6-3 6-7(8) 6-1 6-2 - del cileno Nicolas Jarry. Il trentacinquenne di Caldaro ha avuto un solo momento critico quando non ha sfruttato tre set-point nel tie-break della seconda frazione poi perso per 10 punti a 8. Al prossimo turno l'altoatesino attende il l’argentino mancino Guido Pella, che ha superato al primo turno il romeno Marius Copil, numero 88 Atp, con il punteggio di 7-6, 5-7, 6-3, 6-4.Paolino Lorenzi aveva davanti una montagna quasi impossibile da scalare: il suo Wimbledon è durato poco più di due, eliminato dal russo Daniil Medvedev, numero 13 del ranking. Il trentasette toscano è uscito battuto in tre set, con il risultato di 6-3, 7-6(7/2), 7-6(7/2).E’ andata male, in serata, anche per Lorenzo Sonego, che arrivava dopo la grande vitttoria nel torneo turco di Antalya. Il piemontese, forse vittima della stanchezza, ha ceduto abbastanza nettamente allo spagnolo Granollers, uno che sul veloce sde la cava piuttosto bene, con il punteggio di 7-6, 6-4, 6-4.
Sono 133 le candeline spente dai Championships di Wimbledon che hanno avuto la partita inaugurale di questa edizione, sul campo centrale, nella sfida tra Nole Djokovic e Philipp Kohlschreiber. Agevole il successo del serbo, che ha vinto 6-3, 7-5, 6-3. Il torneo festeggia anche il montepremi più importante della sua storia con ben 38 milioni di prize money. Per le maglie azzurre sarà difficile conquistare l'affermazione ma il momento è davvero magico perchè l'Italia domina la classifica dei tornei sull'erba. Compresa la Svizzera del Maestro Federer che da solo non regge l’impatto della nuova onda azzurra.Ma il fatto ancora più eclatante è il conseguente ranking per nazioni che vede l’Italia davanti a tutti. Davanti ai francesi che hanno vinto in Olanda con Mannarino e piazzato nei quarti altri quattro giocatori. Davanti alla Spagna di Lopez trionfatore al Queen’s ma anche di Carreno Busta semifinalista ad Antalya. Davanti agli Usa di Taylor Fritz e Sam Querrey, all’Australia di Thompson e De Minaur. Un fatto storico che segna un cambiamento epocale nel Dna dei nostri tennisti. Gli emergenti azzurri di oggi giocano un tennis offensivo, aggressivo, che va a cercarsi il punto anziché attendere l’errore dell’avversario, come mai prima. Un approccio al gioco che ci rende competitivi dappertutto, oggi e in prospettiva, ma soprattutto capaci di imporci anche sulla mitica erba inglese dove è nato il tennis. I nostri giocatori emergenti battono forte, attaccano da fondo ma sono anche propensi a scendere a rete. Giocano il tennis del futuro anche se come possiamo osservare dai numeri sono sempre gli stessi a vincere. Questo è lo Slam numero 206 dell’era Open (dal ’68 quindi, il primo fu il Roland Garros), ma quel che fa più impressione è che gli ultimi 10 sono stati tutti vinti dai soliti 3 over-trentenni che sono anche le prime tre teste di serie, Djokovic (15), Federer (20) e Nadal (18) e che fra tutti ne hanno vinti 53 su 206, più di un quarto del totale. Incredibile, perché i favoriti sono sempre loro. —
V.T.
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