Gioco
20 anni fa l’Italbasket salì sul trono europeo Tanjevic: in finale dissi andiamo e battiamoli
ROBERTO DE GRASSI
«Alla vigilia della finalissima contro la Spagna non ho svolto nessuna riunione tecnica. Nessun allenamento mirato. Niente. Mi sono rivolto alla squadra e ho detto: “Adesso andate in campo e batteteli”. La vera finale l’avevamo già disputata. E vinta».
Bogdan Tanjevic ha da sempre una virtù, tra le tante. Rendere semplici e superabili le difficoltà. Appiccicategli l’etichetta che preferite. Sognatore? Sicuro. Lucido visionario? Anche. Innovatore? Pure. Il 3 luglio di 20 anni fa l’Italia di cui era commissario tecnico salì sul tetto d’Europa con un mix di talento, gioventù, spregiudicatezza.
L’Europa applaude Myers, Andrea Meneghin, De Pol, Galanda, incorona Gregor Fucka Mvp. La finale contro la Spagna è quasi una formalità. Al Palas di Bercy l’Italia vince 64-56, con una grande prova difensiva. «Pochi ricordano che al 35’ avevamo concesso agli spagnoli solamente 38 punti. A un certo punto il vantaggio era di 20, gli avversari si sono messi a zona per ridurre lo scarto». L’Italia non mostra di avere nelle gambe le fatiche dei due incontri precedenti, contro altri colossi del basket continentale. «In quella squadra - racconta Tanjevic - avrebbe fatto comodo Pozzecco perché aveva qualità tecniche diverse dagli altri. Se ne sono scritte e dette tante su quell’esclusione. Ma vi pare che io che vivo e amo Trieste sarei andato a perseguitare proprio un triestino?» Senza il magico Poz dello scudetto della stella di Varese ma con tanti altri campioni. Una grande squadra che nell’Europeo francese cresce incontro dopo incontro. «Siamo arrivati ai quarti di finale contro la Russia lasciandoci alle spalle un ruolino di marcia normale. Eravamo consapevoli che da quel momento in poi avremmo dovuto dare il meglio di noi. Sarebbe facile adesso riconoscere nella vittoria sulla Russia con 23 punti di vantaggio la partita perfetta. Effettivamente non sbagliammo nulla. Conquistammo il pass per le Olimpiadi mostrando che potevamo vincere l’oro». In semifinale gli azzurri si trovano di fronte la Jugoslavia. Bodiroga, Danilovic, Divac. E scusate se è poco. «Anche in questo discorso con i giocatori è stato semplice. “Ragazzi, togliamoci questa scimmia dalla spalla di ’sta storia che la Jugoslavia non si batte...” Per me non vincemmo con il 71-62 ufficiale. Per me abbiamo vinto di 19 punti, il massimo vantaggio ottenuto. Centrata quella vittoria, sentivamo che l’Europeo non l’avremmo più potuto perdere». —
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