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Marchio Napoli sull’Europeo Con Ruiz trionfa la Spagna

Marchio Napoli sull’Europeo Con Ruiz trionfa la Spagna

Un gol e in tiro che innesca il raddoppio, Fabian mette il sigillo sulla finale La Rojita ancora sul trono, li abbiamo battuti solo noi. La Germania si sveglia tardi

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UDINE. E pensare che gli unici a batterli siamo stati noi, quel netto 3-1 nella partita inaugurale di Bologna. Solo due settimane fa, ma sembra una vita: nel frattempo il nostro Europeo è finito maliconicamente con il biscotto tra Francia e Romania, poi spazzate via in semifinale, mentre la Spagna può fregiarsi dell’ennesimo titolo continentale a livello giovanile.

Responso giusto: la Spagna è ancora la squadra più forte. Quella più matura e piena di talento, forte delle sue convinzioni tattiche (il falso nueve, il possesso palla) che è un marchio di Fabbrica di quel modo di intendere il calcio. Non una finale accattivante sul piano delle emozioni, anzi abbastanza bloccata, ma la rojita alla fine si è dimostrata più completa della Germania, formazione di grande solidità ma con non molte concessioni alla fantasia.

Il primo acuto della finale fa allargare il sorriso di Carletto Ancelotti e di mezza Napoli: fa tutto Fabian Ruiz che si inserisce al limite dell’area, apre il compasso del sinistro e disegna un tracciante perfetto, imparabile. C’è una sola squadra in campo, la Spagna, che prende per il collo una Germania attonita, la pressa nella sua metà campo, e con il possesso palla del suo dotatissimo centrocampo controlla la partita. Guai, però, a dare i tedeschi per morti: loro sanno sempre come uscire dalla buca. Pian piano i bianchi di Germania risalgono la corrente, armando il fortissimo attaccante Waldschmidt, appetito già da mezza Europa. La Spagna rischia su un paio di situazioni ma salva la pelle, e nella ripresa ricomincia la sua tela di passaggi, mentre la Germania ci prova con delle accelerazioni improvvise e con le conclusioni dalla distanza. La Rijita però non cambia atteggiamento; mette dentro un altro falso centravanti, Dani olmo, e si affida alle ripartenze. Al 68’ arriva la sentenza: ci pensa ancora Fabian Ruiz a cercare la porta con un sinistro insidioso, la palla sfugge di mano al portiere tedesco Nubel, Dani Olmo è in agguato e da due passi mette dentro il raddoppio con un elegante scavetto. La Germania molla, e Soler all’80’ centra in pieno la traversa di sinistro. Waldschmidt all’83’ si mangia da due passi il 2-1 che poi trova Amiri con un sinistro deviato. Ma non c’è tempo, ed è giusto così. —

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