Sicurezza
Così siamo tornati a vedere un po’ d’azzurro
Dall’esclusione mondiale alla rinascita della selezione maggiore. E poi Under 17, Under 20, Under 21 e il boom delle donne
Un anno e mezzo fa l’Italia del calcio era sull’orlo del collasso, con l’imprevista, e imprevedibile, eliminazione dal Mondiale della nazionale per mano di una rappresentativa non certo eccezionale come quella svedese. Nella storia era successo solo uno volta, nel 1958, quando però le partecipanti erano 16 e non 32 come a Russia 2018. Ironia della sorte, da quel momento è iniziata la resurrezione per i colori azzurri.
effetto Mancini
Molto ha influito la scelta del commissario tecnico, con Roberto Mancini caparbio nel rinunciare alle proposte milionarie che gli arrivavano da tutta Europa, stiamo parlando di uno degli allenatori più apprezzati del vecchio continente, per vestire l’azzurro. È stato una scossa che ha rianimato il paziente agonizzante; con il “Mancio” è tornato l’entusiasmo e gli azzurri da “sopportati” nell’era Ventura, anche per la “simpatia” del buon Giampiero, sono tornati amati e tifati da tutti. Ovvio che, dopo un avvio stentato, siano arrivati anche i risultati; prima la buona figura nella “Nations League” e poi l’avvio sprint nelle qualificazioni ai prossimi Europei. Tutto seguendo uno spartito non usuale per il movimento: non più a caccia del risultato seguendo l’italico “primo non prenderle”, ma attraverso un calcio finalmente propositivo, con gli azzurri che scendono in campo sempre per realizzare una rete in più dei rivali di giornata. In piena armonia con quanto da anni predicato da Arrigo Sacchi prima e Maurizio Viscidi poi, nel ruolo di coordinatori delle rappresentative giovanili.
altre rappresentative
Un effetto che si è allargato a macchia d’olio anche nelle altre rappresentative, mai seguite come in questa torrida estate. Aveva iniziato l’Under 17 di Carmine Nunziata, brava a raggiungere la finale degli Europei di categoria, svoltisi in Irlanda a inizio maggio, conquistando un bellissimo secondo posto, sempre mostrando un calcio scintillante e votato all’attacco. Ha continuato l’Under 20 di Nicolato, arrivata quarta, ma avrebbe meritato di più, al mondiale di categoria, secondo miglior risultato azzurro nella storia di una manifestazione per noi sempre avara di soddisfazioni. Due formazioni che hanno fatto riscoprire all’Italia intera il piacere di tifare azzurro, un piacere ribadito anche nei recenti Europei Under 21. E pazienza se una partita nata male, e finita peggio, quella con la Polonia, ha rovinato tutto, escludendo la compagine dell’ormai ex ct Gigi Di Biagio – al suo posto andrà uno tra “Chicco” Evani e Nicolato – dalle semifinali, e dalle prossime Olimpiadi.
La strada scelta dagli azzurrini era quella giusta, un gioco spensierato e offensivo, sulla falsariga di quello predicato da Mancini per la nazionale maggiore, della quale, non a caso, facevano parte ben sei giocatori impiegati da Di Biagio nella rassegna Europea. E non è finita qua, perché in rampa di lancio c’è l’Under 19 di Carmine Nunziata, ormai prossima all’europeo di categoria.
Le donne
Ma il vero boom è arrivato dalle donne; nonostante in Italia ci siano poco più di 23. 000 praticanti, le azzurre di Milena Bertolini hanno giocato un mondiale super, facendo scoprire all’intero paese la bellezza del calcio in rosa. Fino a pochi giorni fa erano in pochi a conoscere Sara Gama, Barbara Bonansea, Cristiana Girelli, assieme alla Morace unica donna capace di realizzare una tripletta nella fase finale di un mondiale, adesso tutti ne parlano, regalando strabilianti ascolti televisivi. Un successo che farà benissimo al movimento, sdoganando uno sport che troppo spesso veniva considerato dai genitori come poco femminile. Perché l’estate è sì azzurra, ma anche rosa, molto rosa, merito di queste ragazze capaci di tenere incollate ai teleschermi quasi cinque milioni di spettatori.
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