Gioco
Cecina, Livorno, Lucca la geografia dei canestri cambia sui titoli di coda
Nonostante promozioni e retrocessioni sul campo serie B e serie C gold subiranno cambiamenti col mercato
Il mondo dei canestri toscani (e non solo) si sta sciogliendo per diventare sempre più liquido, forse troppo. E per una volta non è il caldo il responsabile del cambio di stato. Ad azzeccarci, infatti, è un sistema dove ormai – grazie ai nuovi regolamenti federali – a scrivere i gironi e categorie della stagione che verrà sono (e saranno) sempre meno i risultati ottenuti sul parquet l’anno precedente, ma gli accordi tra società a tabellone spento e le rispettive disponibilità economiche.
Proprio come accade in queste ultime settimane dove la compravendita di titoli sportivi – alla faccia di senso di appartenenza e storia – sta cambiando la geografia della pallacanestro in un domino che inizia dalla serie B, passa dalla C Gold e di cui ancora non si vede la fine.
Prendiamo Lucca, che del meccanismo toscano è l’ingranaggio principale. All’inizio della scorsa stagione aveva costruito – sulla carta – una specie di corazzata per fare il salto nel professionismo: Nesi, Barsanti, Zita, Tessitore erano stelle per la categoria a cui a campionato in corso si è aggiunto pure Tempestini. Risultato? Squadra eliminata in semifinale playoff dal Pino Dragons Firenze che ha poi conquistato la promozione in serie B.
Ecco, nessuna delle due società, nella stagione 2019/2020, parteciperà al campionato legato al risultato sportivo. Lucca, infatti, viste le ambizioni societarie, ha acquistato il titolo di serie B dalla Tiber Roma, mentre i Dragons hanno perfezionato la fusione con la Fiorentina Basket (squadra sempre di serie B) che a sua volta ha ceduto i diritti a Cecina che, al contrario, era retrocessa in C Gold dopo un drammatico playout. Racconta al Tirreno il direttore sportivo di Cecina Paolo Elmi spiegando il percorso: «In un primo momento le possibilità di ripescaggio in funzione della classifica non sembravano esserci. Davanti a noi, per disposizioni federali, c’erano tutte le perdenti dei campionati di serie C. Pozzuoli (che ha perso la finale di playout di serie B contro Valsesia ndr) è stata la prima a essere stata ripescata e dopo di lei c’erano tutte le perdenti delle altre 8 finali di serie C. Il rischio di non essere ripescati era diventato quasi matematico». Ecco allora che a Cecina, come a molte altre società scalpitanti è venuta incontro l’ultima circolare federale. Che in caso di cessione o acquisto di titolo non prevede più, da questa stagione, la perdita del codice societario (dunque la società non scompare) e lo svincolo automatico di tutti i giocatori. Dunque più facile e sicuro comprarsi il diritto di partecipare al campionato che si desidera che conquistarlo sul campo oppure aspettare la roulette russa dei ripescaggi.
Così ha fatto anche Chiusi, società satellite della Reyer Venezia campione d’Italia che dopo la promozione in serie D si è comparata il diritto di giocare in serie C Gold proprio da Lucca.
C’è poi un’altra società toscana che ha sfruttato questa occasione. Si tratta della Libertas 1947, squadra livornese nata dalla fusione con il Meloria. I nuovi vertici hanno l’ambizione dichiarata di ricreare la vecchia Libertas Livorno quasi campione d’Italia di Fantozzi, Forti e del compianto coach Alberto Bucci e riportarla agli antichi splendori. Il primo passo concreto della resurrezione (nonostante esista un’altra Libertas iscrittta alla C Silver) è stato quello di comprare, proprio da Cecina, il titolo di C Gold e di ridare a Livorno, il prossimo anno, un nuovo derby con la Pielle. Ma la palla a due è stata alzata prima in un ufficio che sul parquet. —
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