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LA CURIOSITà 

Chi si rivede, un Borg a Wimbledon Leo, 17 anni, nel tabellone juniores

Il figlio del grandissimo Bjorn sarà in campo dal 7 luglio Testardo, serio, silenzioso non ha il talento del padre ma vuole puntare in alto 

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LONDRA. Il torneo di tennis di Wimbledon apre le porte a Leo Borg in nome del famoso papà, Bjorn, campione di cinque Champions consecutivi fra il ’76 e l’80, e attore di due finali leggendarie e della mitica rivalità con John McEnroe. In realtà, il Tempio gli apre soltanto uno spiraglio, cioè concede un invito al tabellone degli Under 18 al sedicenne dall’illustre Dna per il torneo che scatta dopo il torneo dei seniores, dal 7 luglio, sui prati più famosi dello sport. Perchè crede davvero nel talento del ragazzo svedese, talmente simile nei gesti e nell’aspetto da essere ingaggiato per interpretare il giovanissimo papà nel film “Borg Vs McEnroe”, o perchè costretto dall’amore imperituro per l’Orso svedese? La risposta, a oggi, pende più verso la seconda ipotesi. Ma la sfida è sicuramente stimolante.

Perchè il genitore di un tennista fa un mestiere difficilissimo. Peggio ancora se è un ex campione della racchetta. Infatti, non esistono figli davvero forti di nomi eccellenti della storia. A sentire la coppia più bella, Graf & Agassi, assillati da bambini dai loro papà-padroni, perchè il tennis è corrosivo e pericoloso, da evitare con attenzione. Mentre esistono tantissimi genitori-iper tifosi dei figli, che investono fortune sulla scia del miracolo Williams. Ma chi è Leo Borg? Intanto, a dispetto dell’appena numero 352 della classifica mondiale Itf, è uno dei pochi talenti tennistici della Svezia, ex nazione guida anni 90-2000, sulla scia proprio di Borg padre e quindi dei suoi super nipotini, Wilander ed Edberg. Ha appena conquistato il campionato svedese di singolare under 16 per il secondo anno di fila, bissando quello under 14 che si è aggiudicato sia in singolare che in doppio. Figlio di terzo letto, cioè della terza moglie di Bjorn, l’imprenditrice Patricia Ostfeldt, è un ragazzo testardo, che si impegna molto sin dai tre, quando ha imbracciato la prima racchetta, serio, coscienzioso, dedicato, silenzioso, non ha uno straordinario talento tennistico e non ha straordinaria potenza, ma ha quel cognome così importante da aprirgli tante strade. —

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