Proteste
SE WHATSAPP DIVIDE ANCHE IL CENTRODESTRA
Un mese e un giorno. Sembra essere andata avanti tanti, alla prova dei fatti, la coalizione del Centrodestra che ha corso alle passate elezioni amministrative. Quelle del 26 maggio.
Uniti, Lega e Fratelli d’Italia, sotto la bandiera del candidato Andrea Poggianti. Ma oggi quell’unità di intenti, quella voglia di prendersi una delle roccaforti rosse sembra già svanita. Aveva già scricchiolato, l'alleanza, all’insediamento del consiglio comunale, quando non era riuscita l’elezione del salviniano Battini alla vice-presidenza con un voto sempre mancante sui 5 possibili. Ma è andata peggio al secondo tentativo, cioè nel consiglio di giovedì 27, quando all’ordine del giorno, oltre alle varie commissioni, l’elezione dei rappresentanti di Empoli nel consiglio dell’Unione dei Comuni.
Secondo la ricostruzione di Fratelli d’Italia i candidati della destra dovevano essere lo stesso Battini e Pavese. Ma ecco la sorpresa. La Lega vota il suo esponente ma poi appoggia Beatrice Cioni, già candidata a sindaco per le liste civiche di sinistra. E il partito di Giorgia Meloni resta tagliato fuori. La risposta è immediata. Proprio Poggianti, sui social, pubblica l’atto di accusa: «La Lega di Empoli sostiene la candidata della sinistra estrema rompendo, di fatto, la coalizione di centrodestra».
Proprio Battini replica ricordando il mancato appoggio ricevuto nella seduta precedente e, soprattutto, tira fuori quello che secondo la Lega sembra essere stato il motivo della rottura: WhatsApp. Già, proprio il social dei messaggi, per antonomasia, avrebbe provocato la frattura. Come è successo e succede per tanti amori, insomma, anche quello tra Lega e Fratelli d’Italia sarebbe finito così, per qualche messaggio di troppo. E, in particolare, a causa di un gruppo.
Un gruppo che sarebbe stato creato da Fratelli d’Italia per l’opposizione ma non per tutta. Ovvero, oltre ai consiglieri Poggianti e Pavese, avrebbe incluso solo quelli del Movimento 5 Stelle, Anna Baldi e Simona Di Rosa, ma non i tre della Lega (oltre a Vittorio Battini ci sono il capogruppo Andrea Picchielli e Gabriele Chiavacci). I pentastellati, che nella love story che fu del Centrodestra empolese rappresenterebbero il terzo incomodo, si sfilano subito dal presunto menage a trois, dissociandosi «da qualsiasi querelle avvenuta tra altri gruppi consiliari». Come a dire, se tradimento c’è stato noi non c’entriamo niente.
Ma la ricerca del colpevole lascia il tempo che trova. Il fatto è che due sedute del consiglio comunale e un fantomatico gruppo WhatsApp sembrano essere bastate per sciogliere il Centrodestra. E, attenzione, neanche il caldo torrido di questo fine giugno può essere una spiegazione. Ad oggi, anche a giudicare dalla polemica incrociata che prosegue via Facebook, la coalizione è già un ricordo. Il tempo dirà se la frattura è ricomponibile, intanto il piccolo laboratorio politico di Empoli ha prodotto quella divisione che, guardando anche il panorama nazionale, proprio non ti aspetti. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google