Sicurezza
Vale, la capocannoniere che ha studiato da bomber giocando negli Stati Uniti
Quando Valentina Giacinti si è sciolta in un unico grande abbraccio con la panchina azzurra, beh, lì, proprio lì si è capito quale è la grande forza di questa nazionale. Un’emozione unica, da vivere assieme. Titolari e riserve. Perché qua non ci sono né titolari né riserve, ma un unico grande gruppo.
Mancava solo lei, mancava solo la Vale, la bergamasca di Borgo di Terzo, nel tabellino delle marcatrici azzurre in questo magico Mondiale di Francia, lei che è stata la capocannoniere del campionato italiano nelle ultime due stagioni, prima con la maglia del Brescia poi con quella del Milan (a proposito: chissà se gliel’hanno detto che dal prossimo anno avrà come allenatore un certo Maurizio Ganz: la notizia è di ieri, diffusa ufficialmente subito prima che iniziasse la partita di Montpellier). Ieri però si è sbloccata. Prima le hanno annullato il gol per fuorigioco, poi ha allungato il piede in quel flipper in mezzo all’area dopo il pallone buttato in mezzo da Barbara Bonansea. E quel gol, diciamolo, ha deciso la partita, anche se a qual punto mancava ancora un’ora e un quarto di gioco.
Ma Valentina Giacinti è una tosta. Lei, anche se ha solo 25 anni, ha già girato il mondo per il pallone. Ha giocato, per dire, anche a Seattle, nello stato di Washington, Stati Uniti, scoprendo un mondo in Italia sconosciuto. Perché negli Usa il calcio femminile è sport nazionale o quasi, al college le ragazze non giocano ad altro che a calcio. «In America ho potuto vedere con i miei occhi il vero calcio femminile, quando vedevo gli stadi pieni mi emozionavo. È tutto un altro mondo. La differenza tra il nostro calcio e il loro è abissale, le calciatrici sono professioniste e hanno la fortuna e il privilegio di poter fare della loro passione il loro primo e unico lavoro». Poi però la Vale è tornata. E ora il calcio femminile italiano sta cambiando. Anche grazie ai suoi gol. —
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