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Mondiale femminile, l'Italia con la Cina per sognare ancora

Mondiale femminile, l'Italia con la Cina per sognare ancora

Sono già 18mila i biglietti venduti per la sfida allo stade de La Mosson, sfida che in Italia sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e Sky Sport Mondiali

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E adesso tocca a loro. Le nostre ragazze in azzurro martedì alle 18 sfidano a Montpellier la Cina: chi vince supera gli ottavi e vola ai quarti del Mondiale di calcio femminile. Un sogno, che può diventare realtà. Sono già 18mila i biglietti venduti per la sfida allo stade de La Mosson, sfida che in Italia sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e Sky Sport Mondiali.

Difese ermetiche

Nella fase a gironi la Cina ha subìto un solo gol (giunto su azione, contro la Germania, firmato da Giulia Gwinn). L’Italia, invece, due, entrambi su rigore: contro l’Australia (siglato da Sam Kerr) e contro il Brasile (con Marta). E allora Italia-Cina è anche sfida diretta tra due super difese strette a protezione dei loro portieri, l’azzurra Laura Giuliani e la cinese Pen Shimeng. Nulla si sa su quali accorgimenti tattici la ct Milena Bertolini sta elaborando: anche ieri l’allenamento è stato aperto alla stampa soltanto nel quarto d’ora iniziale. Chissà, forse qualcosa svelerà nella conferenza stampa in programma oggi, dopo l’ultimo allenamento prepartita. Certo, sarà interessante capire come le azzurre cercheranno di far saltare la Muraglia cinese: pressoché scontato comunque che le frecce all’arco azzurro saranno Barbara Bonansea e Cristiana Girelli. Attenzione poi alla situazione diffide: sognando i quarti, devono assolutamente evitare di prendere un giallo Elisa Bartoli, Valentina Cernoia, Sara Gama e Cristiana Girelli.

Il fattore bertolini

Allo Stade de La Mosson, domani, in tribuna sono attesi anche il presidente federale Gabriele Gravina e il direttore generale Marco Brunelli. Soltanto tre anni fa l’allora presidente federale Carlo Tavecchio definiva le calciatrici come «soggetto handicappato» mentre per il presidente della Lega dilettanti Felice Belloli erano «quattro lesbiche».

E Milena Bertolini, allora allenatrice del Brescia, aveva appena pubblicato un libro intitolato “Giocare con le tette” («non una storia del calcio femminile, ma una storia al femminile del calcio. E un po’ anche del mondo» spiegava), presentando il quale diceva: «In questo momento in Italia non c’è la concreta volontà di far decollare il calcio femminile». Sono passati tre anni ma sembra un’era geologica. E il merito è anche suo, della ct: «La competenza è l’arma per sconfiggere ogni pregiudizio» diceva. E diamine se lei è competente! Essere arrivata fino agli ottavi di un Mondiale dopo vent’anni di silenzio è già stata un’impresa. Ma è così bello sognare...
 

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