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STEFANO TAMBURINI 

LA NOSTRA SERATA SI CHIAMA BATTICUORE

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Doveva, o almeno poteva, essere la sera del dì di festa. Quella di un’Italia già in semifinale di questo Europeo Under 21, che fa passerella magari dando spazio a chi ha giocato poco o mai, pronta a dare l’appuntamento di nuovo a Reggio Emilia per la semifinale di giovedì 27.

Invece, allo stadio Città del Tricolore, sarà la sera del batticuore sperando che non diventi la notte delle streghe, degli incubi peggiori. Giocheremo su due campi, pensando alla nostra vittoria e al risultato degli altri (Spagna-Polonia a Bologna), perché ci serve quello giusto. Insomma, che gli spagnoli vincano ma solo con uno o due gol più degli altri, perché altrimenti saranno dolori.

Insomma, non sappiamo se sarà qui la festa. E non è colpa di nessuno, se non di quel terrore stampato sui volti degli azzurri fin dall’inizio della seconda sfida, quella con la Polonia, dove perfino un pari ci avrebbe reso padroni del destino per questa sera. Sul piano dei singoli, difficile pensare a qualche belga migliore dei nostri e anche lo zero in classifica testimonia valori di squadra ben diversi.

In teoria potrebbe essere tutto semplice ma non se a giocare sarà una squadra con la paura nel cuore e nelle gambe, come quella vista con la Polonia. Serve l’Italia migliore, quella che ha saputo vincere la partita che non vinceva mai e che forse ha pensato di aver risolto tutto con quel ko alla Spagna. Il ritorno all’aria da “dentro o fuori” può togliere ogni alibi-rilassamento.

Peraltro, occhio anche al numero dei gol: non serviranno nell’eventuale classifica avulsa con Spagna e Polonia ma in un ipotetico confronto con un’altra o altre seconde.

Sarà anche e non solo una sera di calcoli ma prima bisognerà lasciar fuori i brutti pensieri. —

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