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Azzurrini, una notte tra Kean e la calcolatrice Lo juventino per aprire il Belgio, poi speriamo

Massimo Sesena
Azzurrini, una notte tra Kean e la calcolatrice Lo juventino per aprire il Belgio, poi speriamo

A Reggio Emilia bisogna vincere e tifare Spagna contro la Polonia 

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la vigilia

Primo: battere il Belgio, non importa come, l’importante è batterlo. Magari facendo tesoro di quegli errori commessi contro la spartana Polonia e facendo di tutto per non ripeterli. Secondo: sperare. Sperare che nell’altra partita del girone, la Spagna si ricordi di essere la Spagna e - di contro - augurarsi che la fisica Polonia abbia sparato tutte le sue cartucce e ceda il passo sul piano tecnico. Attenzione, occorre che Bielik & C. cedano il passo ma senza esagerare. Già, perché l’inopinata sconfitta con la Polonia non ci ha semplicemente complicato la vita, ce l’ha proprio incasinata di brutto: una goleada della Spagna infatti rimetterebbe in castigo gli azzurrini, almeno fino a lunedì, quando si sceglierà la quarta semifinalista tra le seconde dei tre gironi. Terzo: vigilare. Perché qualora finissimo tra color che son sospesi, sarà importante buttare l’occhio anche sugli altri gironi. Invero, la pre-condizione è quella di una vittoria - e magari di una vittoria convincente - contro Lukebakio e compagni.

Da Di Biagio in giù, tutti hanno qualcosa da farsi perdonare. E quella di stasera è la sera giusta: ad attenderli ci sarà una cornice di pubblico che negli ultimi anni - tra l’intimistico Sassuolo e i gironi danteschi della Reggiana, oggi Reggio Audace - non si è mai vista al Città del Tricolore. E il ritrovato entusiasmo per la maglia azzurra - intendendo per essa tutte e tre le “tonalità”, dagli azzurrini, alla “maggiore” di Mancini fino alle ragazze di Milena Bertolini che strappano applausi ai mondiali - può davvero essere l’arma in più per Barella e compagni, che contro la Polonia hanno dato l’impressione d’aver smarrito la strada del gol. Per questo Di Biagio corre ai ripari e anche sulla scorta delle indicazioni del secondo tempo contro la Polonia, ripropone Kean al centro dell’attacco. O, in alternativa libero di svariare sulle fasce assieme all’altro giocatore potenzialmente decisivo di questa partita, ovvero Federico Chiesa. Certo i cross vanno fatti meglio - molto meglio - di quelli (non) visti nell’ultima performance azzurra. Palla a Kean, dunque. E vediamo che succede. Oggi come oggi, il talento della Juventus appare l’unico in grado di aprire una breccia decisiva nelle difese altrui. Non averci creduto dall’inizio contro la Polonia potrebbe oggi costarci caro, ma non così caro come dimenticarlo in panchina in questa partita che è quasi più di una finale. Reggio Emilia, seconda tappa di questo tour del nordest per la fase finale degli Europei Under 21, faà la sua parte, come l’ha fatta finora Bologna, riempiendo per due serate il Dall’Ara, neanche fosse tornato a giocare Baggio. Quel pallone preso a calci lungo la Food Valley deve arrivare fino a Udine, il 30 giugno. E deve arrivarci accompagnato - di esterno e suola, come insegnano nelle scuole calcio - dagli Azzurrini di Di Biagio.

«Dobbiamo vincere con il Belgio, poi vediamo cosa succede. Non possiamo fare due cose insieme», spiega il ct. «Non sarà semplice - avverte - perché il Belgio è una grandissima squadra, stranamente a zero punti. Non credo proprio che ci potranno regalare qualcosa. Conosco bene Walem e il loro potenziale». Senza gli infortunati Bonifazi e Orsolini e lo squalificato Zaniolo, il tecnico dovrà rimodulare la formazione. «Non penso di cambiare molto altro, ma voglio lasciar passare la nottata. Esiste il problema del recupero, ma non abbiamo alternative». —

Massimo Sesena

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