Sicurezza
Azzurre, ecco la Cina del portiere-muraglia
Negli ottavi incontriamo una squadra con una grande difesa e il fenomeno Peng, giovanissima e fortissima tra i pali
GUIDO BARELLA
Sono state ribattezzate “Steel Roses”, le “Rose d’acciaio” e la loro è una presenza importante nella storia del calcio femminile mondiale. Il presente, invece, per la nazionale della Cina lo è un po’ meno: proprio l’Italia l’ha appena scalzata dal 15.mo posto nel ranking mondiale, facendola retrocedere di una posizione. Eppure quel soprannome, “Rose d’acciaio” è sempre valido: in questo Mondiale di Francia la Cina ha subito un gol soltanto (peraltro anche segnandone uno solo, al Sudafrica, con la numero 10 Li Ying). Non a caso, iperbole per iperbole, il suo portiere, la giovanissima Peng Shimeng, è stato definito dai fan sui social "la Grande Muraglia cinese”. Appena saputo con chi l’Italia martedì prossimo avrebbe incrociato i tacchetti a Montpellier negli ottavi di finale, l’attaccante azzurro Ilaria Mauro, friulana di Gemona, oggi in forza alla Fiorentina dopo un passato anche in Germania, ha commentato: «La Cina è un’avversaria molto ostica, nel girone ha giocato tre partite molto buone. Le sue giocatrici sono piccoline e molto rapide: queste squadre ci mettono sempre in difficoltà, ma troveremo il modo di batterle. Siamo molto concentrate, andare ai quarti di finale sarebbe una cosa allucinante». La stella delle “Rose d’acciaio” ha il numero 7 sulla maglia, si chiama Wang Shuang e gioca in Francia, nel Psg, dove tra l’altro nel settembre scorso aveva debuttato andando subito in rete. L’allenatore invece è Jia Xiuquan, a sua volta ex calciatore con un passato anche in Nazionale. Uno che l’altra sera, alla qualificazione agli ottavi, ha sciolto l’emozione lasciandosi andare alle lacrime: «Non l’avevo mai visto piangere prima» ha detto il portiere Peng Shimeng (nominata giocatrice del match contro la Spagna in virtù di una lunga serie di parate miracolose). «Sono stato un giocatore anch’io - ha poi spiegato il tecnico - e quindi so quanta pressione c’era addosso alle ragazze. Anche se hanno fatto di tutto per non mostrarlo, so come ci si sente».
La storia del calcio cinese è come un viaggio sulle monatge russe. Straordinari momenti di gloria, depressioni profonde. Il tutto, e non poteva essere altrimenti in un Paese come la Cina, accompagnato da implicazioni sociali non da poco. Perché il calcio femminile (la prima squadra è nata già 1924 a Shanghai) ha significato molto come momento di rivalsa sociale per il mondo femminile. Sotto un profilo strettamente sportivo, invece, tra gli anni Ottanta e Novanta ha recitato un ruolo da leader a livello non solo asiatico ma mondiale per il calcio femminile. E la stella è stata l’attaccante di Shanghai Sun Wen, capaci di segnare oltre 100 gol con la Nazionale. —
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