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BASKET: la finale SCUDETTO 

Una serie che non finisce mai Sassari si guadagna gara-7

Una serie che non finisce mai Sassari si guadagna gara-7

A Venezia non basta metà partita ad altissimo livello, i sardi ritrovano energia Domani sera in Laguna la partita decisiva: 40 minuti che valgono la stagione

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SASSARI. La rabbia di Pozzecco al termine di garacinque è stato un formidabile carburante: Sassari reagisce, risale da uina situazione difficile e si guadagna il ritorno in Laguna: domani sera la serie scudetto si deciderà in 40 minuti, al Taliercio, e in fondo è giusto così, perchè queste due squadre si equivalgono. Venezia e De Raffaele hanno qualcosa da recriminare, perchè dopo un primo tempo giocato benissimo alla squadra è mancato l’istinto per chiuderla. E alla lunga è venuto fuori il ritmo, il cuore, la fame di Sassari.

In una serie così lunga, difficile, massacrante dal punto di vista fisico e nervoso, il segreto è pescare il jolly dalla panchina quando serve. De Raffaele trova questo valore aggiunto in Bruno Cerella, che calamita tutte le palle vaganti e trascina la Reyer a un primo quarto davvero ottimo, chiuso a più sei (25-19) nonostante lo show di Thomas, che firma 13 punti in un amen e fattura il 70% del totale di Sassari.

Il secondo quarto è l’esatto specchio della serie e delle caratteristiche delle due squadre. Venezia lavora molto sul perimetro, i blocchi di Vidman e Watt creano spazio per le triple di Bramos ed Haynes e per i ricami di talento di Austin Daye. Pozzecco invece ha un solo credo: palla sotto, in post basso, per Thomas e Cooley che, infatti, tengono il Banco in lina di galleggiamento, anche se le percentuali di metà gara (Venezia va al riposo avanti di sei, 34-40) parlano di un complessivo 12/32 per Sssari mentre Venezia vede meglio il canestro da tre punti (7/18). Il segreto del vantaggio ospite però sono i rimbalzi, dove la Reyer comanda 24-22.

Potrebbe uccidere la partita, la serie e il campionato, Venezia. Ma le manca l’istinto del killer, il colpo del ko. E così la Dinamo, possesso dopo possesso, spallata dopo spallata, rientra in partita. Le chiavi sono due: lo strapotere di Cooley, che nessuno tiene sotto canestro, e il quintetto piccolo scelto da Pozzecco, con Gentile, Spissu e Mcgee insieme, che confeziona l’allungo: 63-57 all’ultima sirena, con l’impressione che l’inerzia della partita abbia decisamente cambiato padrone, con la Reyer che non ha il consueto apporto da Tonut e con Daye abbastanza evanescente. Sassari difende forte, e Venezia perde certezze. L’ultimo quarto è a senso unico, con il Banco che domina in ogni zona del campo. Game over, si ritorna in aereo, destinazione Venezia. Dove domani sera si decide un campionato. —

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