Italia
Il ct Di Biagio: «Fatto tanto siamo delusi»
Il tecnico: «Non è bastato, ora sotto con il Belgio» Mandragora: «Mi dispiace per il gol sbagliato»
E adesso? Il commissario tecnico Gigi Di Biagio alla vigilia non aveva volato basso. Anzi. «Riviviamo Italia ’90, la gente ha voglia di gioire e vogliamo sfruttare questo momento», aveva detto il ct forse dimenticando che quelle notti poi non erano state così magiche fino in fondo... Effetto del successo inaugurale sulla Spagna, logica antagonista degli azzurri sulla carta per il primo posto nel girone. Già, sulla carta, appunto.
Mentre i polacchi fanno festa a metà campo, Gigi Di Biagio esce a testa bassa. «Non posso rimproverare niente ai giocatori. Abbiamo costruito occasioni ma non siamo riusciti a essere sufficientemente concreti. Nel corso del primo tempo – è l’analisi del ct degli azzurrini – abbiamo costruito grazie a una maggiore lucidità, nella ripresa invece ci siamo buttati avanti ma con più confusione per ristabilire in fretta il risultato. Le occasioni non sono mancate ma... Loro sono riusciti ad andare in vantaggio e noi non siamo stati in grado di riprenderli. Questa partita è andata così, il calcio è anche questo».
Di Biagio continua nella difesa d’ufficio della sua squadra ma la delusione si legge chiaramente sul suo volto. E adesso? Lo pungolano mentre nel clan polacco si abbracciano. «E adesso la situazione si complica. Andremo negli spogliatoi a fare due conti. Ma si complica. Diventa tutto più difficile ma andiamo avanti».
Conti che presumibilmente non avranno fatto tornare il sorriso al commissario tecnico. Quella che doveva essere una notte magica suggellata dal passaggio del turno si è trasformata invece nel peggiore degli incubi.
La delusione si legge nitidamente anche sul volto di Rolando Mandragora, che si è trovato sui piedi il pallone che avrebbe potuto cambiare il corso della partita e forse della storia della nostra Nazionale in questo Europeo. «Siamo dispiaciuti. Soprattutto nel primo tempo – commenta il centrocampista dell’Udinese – abbiamo fatto il gioco noi ma non siamo passati. Nel secondo tempo eravamo più confusi. Resta l’amarezza di aver costruito tanto per non raccogliere nulla. L’importante adesso – aggiunge pensando al prossimo decisivo confronto contro il Belgio – è continuare a sperare». Federico Dimarco fa eco al compagno in azzurro. «Ci dispiace perché non abbiamo niente da rimproverarci, l’impegno non è mancato. Purtroppo adesso non siamo più padroni del nostro destino e ci troviamo nelle condizionidi dover battere il Belgio per continuare l’avventura negli Europei». La postilla di Dimarco non suona originale. «Peccato, perché siamo stati più pericolosi noi». —
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