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Gli azzurri si fanno male da soli

Gli azzurri si fanno male da soli

Vince la Polonia con un gol di Bielik sul finire del primo tempo: ora la qualificazione è a rischio

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Tutto da rifare. L’Italia si fa sgambettare dalla Polonia e dovrà provare a conquistarsi la qualificazione sabato al Città del Tricolore di Reggio Emilia col già eliminato Belgio, contro il quale sarà obbligatorio vincere. L’obiettivo di Mandragora e compagni, con il primato che non è più certo, resta l’obiettivo di strappare il pass magari come miglior seconda dei tre gironi. Tutta colpa di una serata stregata che ha visto gli azzurri sbattere contro una Polonia abile a colpire e poi a difendersi a oltranza. Dominio sterile quello dell’Italia, imprecisa e prevedibile, che Di Biagio ha cambiato per quattro undicesimi: in difesa fuori Calabresi e Bonifazi per Adjapong e Bastoni, in attacco fiducia ad Orsolini e Cutrone al posto di Zaniolo e Kean.

Come previsto rispetto alla quella con la Spagna è tutta un’altra partita: la Polonia è squadra scorbutica, solida, arroccata intorno a un 4-5-1 che intasa gli spazi con il solo Kownacki a cercare fortuna in attacco. Fin dal primo tempo gli azzurri peccano di precisione e lucidità in zona gol, pur scagliando 14 tiri verso la porta polacca, due in più di quelli totali nell’intero incontro con la Spagna. Il più pericoloso è Chiesa, vicino al bersaglio in apertura di match (palla fuori d’un niente) e poco prima della mezzora quando costringe il portiere Grabara alla prodezza. I polacchi non disdegnano qualche insidiosa ripartenza, anche se al 31’ vengono graziati da Mandragora che spedisce malamente a lato un rigore in movimento su assist del solito, imprendibile Chiesa. Errore da matita rossa, quello commesso dal capitano azzurro, che a gioco lungo costerà carissimo.

Col passare minuti l’Italia cresce nell’intensità di gioco, il gol sembra nell’aria ma Bastoni e Barella non inquadrano la porta avversaria. Non pecca invece di precisione Bielik sugli sviluppi di una punizione (provocata da un fallo inutile di Barella) ribattuta dalla barriera: la conclusione di prima intenzione del difensore sorprende Meret. Polonia in vantaggio nell’unica vera occasione creata. Un cazzotto nello stomaco per gli azzurri che reagiscono schiumando rabbia, vedendosi anche annullare dal Var (per fuorigioco) l’immediato pareggio di Orsolini.

Alla ripresa delle ostilità c’è Kean per Orsolini ma il modulo non cambia con lo juventino che va a fare l’esterno destro del tridente offensivo. Gli azzurri partono a testa bassa e vanno subito vicini al pareggio con una girata di Pellegrini (alta) poi è Grabara a salvare su un esplosivo diagonale di Chiesa. Di Biagio si toglie la giacca e vorrebbe entarare in campo per spingere i suoi ragazzi. Anche il pubblico del Dall’Ara annusa il momento delicato e alza i decibel del tifo. Nel frattempo Tonali prende il posto di Mandragora. La Polonia se ne sta bella rintanata nella sua trequarti, agevolata dalle imprecisioni nei cross degli azzurri. E in ripartenza crea qualche apprensione dalle parti di Meret. Il cronometro scorre impietoso, lo 0-1 non si schioda e ci si inizia a fare un’idea precisa del perché la Polonia abbia perso solo una partita delle ultime 13 disputate tra girone, play-off ed Europeo. A mettere i bastoni tra le ruote all’Italia c’è pure un pizzico di sfortuna quando il palo respinge un missile di Pellegrini a Grabara battuto. La gara s’infiamma, Cutrone chiede invano un rigore, Di Biagio si gioca il tutto per tutto nell’assalto finale togliendo un terzino, Adjapong, inserendo Zaniolo. Tutto inutile: il muro polacco resiste e per l’Italia cala la notte. —

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