Il dolore
ORA GODIAMOCELA MA CON GIUDIZIO
Buona la prima ed è veramente tanta roba. Primo perché l’avvio in remuntada aiuta, secondo perché quelli che l’Italia ha battuto erano gli avversari più pericolosi. La Spagna era dal 2006 che non perdeva contro gli azzurrini. E, anche se il bilancio degli scontri ufficiali ora è in parità (quattro vittorie a testa e due pareggi), va detto che molti dei successi tricolori sono datati. Inoltre, ci sono state anche quattro amichevoli e gli azzurrini le hanno perse tutte.
Adesso, dunque, chi deve lavorar ancor prima sulla psiche che sulla tecnica sono proprio le Furie rosse, che non potranno più sbagliare niente per avere qualche speranza di rientrare in gioco.
Dell’Italia, che dire? Tutto il bene possibile, con un’avvertenza. Tenersi lontani dalle varie Tribù degli adoranti e dalle Congreghe dei Pindari che potrebbero creare l’effetto rilassamento. Già da mercoledì contro la Polonia, ancora a Bologna, servirà la stessa applicazione vista ieri. L’affetto del pubblico è indubbiamente una marcia in più e il resto potrà farlo la maturità di questa squadra, con molti elementi già rodati nella nazionale maggiore e con qualche esperienza nelle coppe con i club.
I segnali sono stati confortanti, al di là di qualche momento in cui emozione e tensione hanno comprensibilmente frenato più di un giocatore. La crescita di una squadra, e anche dei singoli, passa anche da serate come queste. Ma soprattutto dalla capacità di viverle senza pensare che il più sia fatto. Il compito più importante del ct Gigi Di Biagio sarà proprio questo. Per gli schemi ormai quel che doveva essere fatto è stato fatto. Godiamocela, dunque, ma con giudizio. —
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