Toscana
La firma c’è, la fiducia meno «Sarri? È solo un ripiego»
Tifosi juventini perplessi, tra episodi del passato e rimpianti per Guardiola Ma Agnelli è sicuro e li ha affidato la panchina bianconera fino a giugno 2022
TORINO. La rivoluzione bianconera è cominciata. Maurizio Sarri è diventato il quarantacinquesimo allenatore della storia della Juventus, il successore di Massimiliano Allegri, a un mese esatto dall'addio tutt'altro che scontato del tecnico che sulla panchina bianconera ha dominato le ultime stagioni. Una scelta di coraggio quella del club che ha trovato nella voglia di ritornare in Italia di Sarri il via libera per il nuovo corso, che chiude su un passato fatto anche di contrasti e frizioni con la Juventus. Tutto alle spalle, adesso la storia si fa insieme.
Sarri guiderà i campioni d'Italia fino al 30 giugno 2022, un triennale arrivato dopo un mese di rumors e un toto-allenatori che naturalmente per una delle panchine più ambite d'Europa aveva tirato in ballo i nomi più altisonanti.
«Sbollita la delusione e la rabbia ci si rivedrà qui. Non tiferò mai contro la squadra che amo. Prendiamoci del tempo e diamo fiducia alla società». Le parole vergate su twitter da uno dei tanti tifosi della Juve sono il termometro con cui misurare la febbre che ha pervaso la tifoseria bianconera dopo l'ufficializzazione dell'arrivo in panchina di Maurizio Sarri. Accanto a chi parla di “ripiego”, e a chi per ragioni tecniche preferiva Guardiola (e forse si era fatto il gusto per via di certi rumors) c'è chi ricorda con sconcerto le sue rodomontate in chiave antijuventina degli anni passati, quando il tecnico era alla guida del Napoli.
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