Il Tirreno

Sport

Furie Azzurre

Stefano Aravecchia
Furie Azzurre

EURO UNDER 21: SPAGNA IN VANTAGGIO, POI LA DOPPIETTA DI FEDERICO CHIESA E IL 3-1 DI PELLEGRINI NEL FINALE 

3 MINUTI DI LETTURA





C’è chi la considerava la finale anticipata, chi la rivincita della finale Euro 2017. Il campo ha detto che l’Italia c’è, eccome. Contro una Spagna prima di ieri sera battuta solo una volta in vent’anni, gli azzurri tirano fuori una prestazione enorme, intrisa di cuore, carattere e personalità nonostante una mezzora iniziale da incubo.

Man of the match Federico Chiesa: sua la “perla” che al 36’ pareggia quella di Ceballos in apertura, sua la stoccata vincente a metà ripresa che – impreziosita dal rigore nel finale di Pellegrini – regala agli azzurri di Gigi Di Biagio una vittoria meritata e pesantissima nell’economia del girone.

Il successo in rimonta è arrivato al termine di un match palpitante. Iniziato in maniera complicata da un’Italia, incapace di arginare ritmo e giocate degli spagnoli. Quella di de la Fuente è un’orchestra, gli azzurri una squadra di (ottimi) solisti. Di Biagio si affida al tridente proveniente dalla nazionale maggiore Zaniolo-Kean -Chiesa con Mandragora in regia affiancato da Barella e Pellegrini. Ma al pronti via le Furie rosse si impadroniscono della palla con trame rapide e veloci, condite da sovrapposizioni e inserimenti da dietro.

L’Italia, nervosa e contratta, si chiude in trincea, ma la resistenza dura 9 minuti, il tempo necessario alla stellina madridista Dani Ceballos di inventarsi dai 25 metri un destro all’incrocio imparabile per Meret. La reazione azzurra è rabbiosa quanto sterile, Ceballos continua ad essere imprendibile e solo un salvataggio in extremis di Dimarco nega il raddoppio a Martin. Ci vuole mezzora di sofferenza per sbloccare a livello emotivo gli azzurri. Al 32’ Mandragora scaglia il primo tiro (alto) verso la porta spagnola. È il segnale della riscossa.

Quattro minuti dopo sontuosa apertura di Barella per Chiesa che arriva come un treno sulla sinistra, stop da playstation e gran mancino da posizione angolata che buca Simon. Gol pazzesco.

La Spagna accusa il colpo e tocca a lei andare in sofferenza contro un’Italia fisicamente tosta e trascinata da una massiccia dose di carica agonistica. Il pubblico si fa trasportare e il Dall’Ara diventa un’arena. Il primo tempo finisce con l’infortunio di Zaniolo: al suo posto Orsolini.

Ad inizio ripresa de la Fuente lascia negli spogliatoi il “napoletano” Fabian Ruiz per Merino. Ma è ancora l’Italia a spingere, con Chiesa a spaventare Simon con un velenoso diagonale fuori d’un niente. Al 55’ la risposta spagnola con un violentissimo destro di Soler che chiama Meret alla prodezza. La gara resta appassionante ed equilibrata, ma l’Italia si fa preferire per intensità e coraggio. Gli azzurri vogliono vincere e al quarto d’ora Di Biagio si gioca la carta Cutrone per l’esausto Kean. E proprio un’iniziativa in area del milanista su cross di Orsolini al minuto 64 si trasforma in un assist per Barella che mette sui piedi di Chiesa un pallone solo da spingere in rete mandando in delirio i 26mila del Dall’Ara.

Nel finale accade di tutto: Ceballos da ottima posizione spara alle stelle la palla del 2-2, poi Pellegrini viene vistosamente trattenuto in area da Soler: subito l’arbitro lascia correre poi, richiamato dal Var, concede il calcio di rigore. Che lo stesso Pellegrini trasforma per il 3-1 spiazzando Simon.

Al fischio finale al Dall’Ara esplode la festa: per una sera le furie rosse sono vestite d’azzurro. E gli olè del pubblico fanno da degna colonna sonora a una serata fantastica. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze