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MONDIALI DONNE: IL PERSONAGGIO 

Milena, la ct dell’orgoglio A Correggio è famosa come il rocker Ligabue

MASSIMO SESENA
Milena, la ct dell’orgoglio A Correggio è famosa come il rocker Ligabue

Con la Morace è la sola donna a poter allenare in serie A maschile. E da sempre combatte contro le discriminazioni: se qualcuno cambia idea, sono felice

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MASSIMO SESENA

A Correggio, dove è nata e cresciuta anche sportivamente, Milena Bertolini è famosa quanto Ligabue. Adesso poi, che con le sue ragazze sta buttando giù il muro dei pregiudizi che da sempre separa il calcio femminile da quello dei maschi. Adesso poi è davvero un’icona, “la” Milena. E tra i suoi concittadini c’è già chi scommette sul suo prossimo obiettivo. Già, perché - stando alle dichiarazioni della vigilia - il primo obiettivo di questa nazionale era il passaggio dalla fase a gironi a quella eliminatoria. E ora che l’obiettivo è in tasca? Chi conosce Milena sa che non si sbilancerà: continuerà a difendere il suo gruppo anche dal bagliore di una ribalta eccessiva. E così facendo, magari tra qualche giorno si ritroverà, senza farsi inebriare sul carro dei vincitori, magari assieme a chi, fino a pochi mesi fa guardava con diffidenza e financo con disprezzo questo mondo. «Se qualcuno in questi anni ha cambiato idea su di noi, posso solo esserne felice. Se invece c’è ancora chi si sente minacciato da ciò che sta facendo il movimento di cui io faccio parte allora è un problema suo». Del resto, non è da oggi che Milena fa i conti con i pregiudizi di genere. Con Carolina Morace, la Bertolini è una delle due donne ad avere in tasca il patentino Uefa A, quello che consente di allenare squadre di serie A maschile. E nella sua carriera le è capitato spesso il confronto con l’altro sesso. «Io - spiega - ho allenato in tutte le categorie femminili, e in quelle maschili fino all’Eccellenza. Mi ricordo che quando scendevamo in campo e sull’altra panchina sedeva un maschio, questo cominciava ad agitarsi, solo per il fatto che dall’altra parte c’ero io. E nel caso avesse perso, ne avrebbe fatto un dramma, lo si capiva dal suo nervosismo». Un atteggiamento diffuso, contro cui Milena combatte da tempo: «La chiave di tutto è l’educazione», dice la Bertolini che in questo caso pesca a piene mani dal suo vissuto padano, di donna di sport ma anche di amministratore pubblico: a Correggio è stata consigliera comunale e assessore allo sport, per una legislatura ha occupato uno scranno in Consiglio provinciale a Reggio Emilia, dove ha anche ricoperto l’incarico di presidente della Fondazione per lo sport. Qualche numero: da giocatrice, Bertolini ha vinto 3 scudetti, una Coppa Italia, una supercoppa italiana e ha al suo attivo una promozione - con la Reggiana - dalla serie B alla serie A.

In panchina, il suo palmares è altrettanto ricco: due scudetti con il Brescia e uno con il Verona, una Coppa Italia sulla panchina della Reggiana e due su quella dello stesso Brescia. Successi, questi che le sono valse per sei volte la conquista della panchina d’oro in ambito femminile. Nel 2018 la Bertolini è entrata nella Hall of fame del calcio, alla voce: Calciatrice italiana. Due parole che - pronunciate insieme suonano strano, ma ancora per poco, grazie a Milena e alle sue ragazze. —



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