La protesta
Allegri ha deciso: mi fermo per un anno Rebus panchina per la Signora single
Estenuante trattativa per Sarri: il Chelsea chiede i soldi Max sceglie di riposarsi: è il momento di stare con la famiglia
GIORGIO BILLERI
Può uno dei club più potenti, pieni di storia, fascino e mezzi del mondo restare un mese senza allenatore, aspettarlo come una triste squadretta di media fascia? Impensabile, visto che si tratta della Juve. Eppure è così: sono passati trenta giorni dal commovente addio di Massimiliano Allegri e i tifosi bianconeri sono sempre lì, a vivisezionare notizie, vere o false, e indiscrezioni ora per ora.
Intanto, una certezza, abbastanza attesa, è arrivata: Massimiliano Allegri non allenerà l’anno venturo. Ha scelto infatti l’anno sabbatico, una pausa di riflessione nella sua carriera, un modo per curare gli affetti, i figli, la nuova casa di Livorno, quella di Brescia appena comperata. la compagna Ambra Angiolini. «Sto fermo un anno, anche perché c'è da riprendere un pò in mano la vita privata - ha spiegato ieri durante un evento al Castello Sforzesco di Milano - questi ultimi 16 sono stati anni in cui ero nella centrifuga. Lasci un pò andare gli affetti familiari. Mi serve quest'anno per ricaricarmi per il prossimo» Ma la Juve deve fare presto.
Il povero Fabio Paratici sembra un pendolare sotto la prematura canicola di giugno: avanti e indietro sulla tratta Torino-Londra, per trattare con l’oligarca russo, e con la sua terribile plenipotenziaria Marina Granovskaia, la risoluzione del contratto con l’uomo di Figline Valdarno. Sembrava tutto facile, forse troppo, e invece i problemi sono due: il Chelsea non è così certo di volersi liberare di uno che comunque è arrivato terzo in Premier, ma se così fosse ci vogliono i soldi. Dai 5 ai 6 milioni di euro, esattamente. Paratici, che è manager svelto e pratico, la proposta l’ha fatta: paghiamo un pò di più Emerson Palmieri e tutti amici. Ma per adesso non basta questo rilancio, e Sarri resta prigioniero nella Torre di Londra.
L’ottimismo prevale ancora, comunque. Ieri l'amministratore delegato dell'Empoli Francesco Ghelfi ha confermato il sicuro esito della trattativa-tormentone dell’estate. «E' tutto fatto, credo il Chelsea aspetti un corrispettivo per liberarlo così come successe lo scorso anno», ha detto. Ok, ma ancora la fumata non esce dal comignolo, bianca o grigia che sia.
E la suggestione Guardiola resta più forte delle continue smentite del guru catalano, che giura amore (quasi) eterno al City. Nelle ultime ore è bastato un videomessaggio, in apparenza innocuo, a una scuola calcio bresciana per dare di nuovo fuoco alle polveri. «Ciao ragazzi, sono Pep e vi saluto tanto. Vi abbraccio tutti, forse ci vediamo presto». Proprio l’ultima frase ha riacceso una piccola speranza nel mondo bianconero.
Ma allora, quale sarebbe il piano d’emergenza se le cose per Sarri dovessero mettersi male? La presenza di Paratici a Londra potrebbe anche far pensare a Mauricio Pochettino, che però la stampa britannica considera il successore di Guardiola al City: se non accadrà, al Tottenham l’argentino sta benone. Mourinho è libero, ma i trascorsi interisti non esaltano nè il vlub nè la tifoseria. Quindi non resta che puntare forte su Sarri e tenere le dita incrociate. Paratici, intanto, lavora a Londra.
Al dirigente bianconero interessa anche il discorso Pogba, che potrebbe lasciare il Manchester United per tornare a vestire la maglia dei campioni d'Italia. Intanto è arrivata una richiesta, quella dell'Everton per Kean. La risposta, per ora, sarebbe stata negativa.
Sotto traccia si lavora anche all'operazione che porterebbe Icardi a Torino e Dybala a Milano, ma non è facile convincere i due diretti interessati. E poi Hysaj, che piace. Forse perchè è un pupillo di Sarri? —
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