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semifinale amara 

Under 20, lacrime dopo il Var Sfuma il sogno del Mondiale

Andrea Gabbi
Under 20, lacrime dopo il Var Sfuma il sogno del Mondiale

Vince l’Ucraina, il gol del pari in extremis di Scamacca era apparso regolare ma la revisione video condanna gli azzurri. Ora resta la finale per il terzo posto

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Finisce così, con i giocatori di Paolo Nicolato in lacrime sul terreno di Gdynia. Lui, il ct, li richiama all’ordine e in cerchio li carica con i motti degli spartani di Leonida, come aveva fatto anche nelle precedenti partite. E poi dà una lezione di stile a tutti, quando non si attacca all’episodio (assurdo) del pari annullato a Scamacca: «Gli arbitri hanno sempre ragione. Per me non era fallo. Forse il direttore ha fatto un errore, non un’ingiustizia». Un signore, però fa male lo stesso. Perché l’Italia meritava di giocarsi la finalissima di questo Mondiale polacco dedicato alle formazioni Under 20. E invece niente, toccherà accontentarsi della finalina per il terzo posto. Prestigiosa, fin per carità, ma che stringi stringi non può che far aumentare il rammarico, anche in considerazione del gol annullato in zona Cesarini. Già, perché la formazione azzurra deve mordersi le dita per quanto successo nella semifinale con l’Ucraina. Una squadra compatta e quadrata quella gialloblù, ma tecnicamente inferiore. Il problema però è che la tensione ha giocato un brutto scherzo all’Italia, meno brillante rispetto alle altre uscite nella rassegna mondiale. Soprattutto nel primo tempo la squadra allenata da Nicolato è apparsa sterile. L’Ucraina non ha fatto grandi cose, ma ha sicuramente dato l’impressione di essere più in palla. Pochissime occasioni su entrambi i fronti, un paio di interventi di Plizzari per chiudere lo specchio agli attaccanti del ct Petrakov.

Nella ripresa invece si è vista un’Italia diversa. Più dinamica e capace di spingere meglio soprattutto sulla corsia destra (sull’asse Scamacca-Bellanova). La punta di diamante di questa formazione, Pinamonti, ha avuto un’occasione ghiotta per colorare d’azzurro il pomeriggio polacco. Kucheruk però è stato bravo nel respingere con il corpo.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, il vantaggio decisivo degli ucraini. Una rete pesantissima ad opera di Buletsa. Il giovane esterno offensivo di proprietà della Dinamo Kiev segna con un piattone chirurgico sotto la traversa. Male nella circostanza la difesa azzurra che si abbassa troppo e non legge a dovere i movimenti in area degli attaccanti avversari sul cross di Konoplia. Una doccia fredda che pochi minuti dopo rischia di diventare gelata con Suprjaha che a tu per tu con Plizzari angola troppo il diagonale del possibile 2-0. L’Italia però resta in partita e comincia a crederci dopo due episodi chiave. Il primo è il cartellino rosso sventolato in faccia a Popov, il secondo è la traversa di Kashchuk che nonostante l’inferiorità numerica trova il modo di mettere i brividi ai nostri. Due circostanze che diventano la molla per l’assalto finale. E qui arrivano i dolori. Capone al 90’ si ritrova sul sinistro la palla buona per il pari ma spara alto.

Due minuti dopo invece è il Var a combinarla grossa. Scamacca infatti stoppa di ginocchio e gira in porta. Un gol meraviglioso che però viene annullato dal direttore di gara dopo aver consultato il monitor.

Effettivamente la punta del Sassuolo allarga il braccio e finisce per colpire il diretto marcatore. Il contatto però è veniale, per non dire minimo. Il classico gol che un paio d’anni fa, senza Var, sarebbe stato convalidato senza nemmeno le proteste degli avversari. Stavolta invece la tecnologia, che il nostro Paese ha sperimentato per primo, finisce per affossare il sogno degli azzurri di Paolo Nicolato. —



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