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IL CT SAGGIO E IL PUBBLICO IGNORANTE
Ci sono momenti in cui il gol arriva con le parole del dopo. Quelle di Paolo Nicolato, ct dell’Under 20 azzurra che ci insegnano che sì, si può crescere anche attraverso una delusione, anche nel respirare l’aria acre della sensazione di ingiustizia. L’Under 20 non va in finale perché viene annullato il gol del pari allo scadere. I ragazzi non la prendono bene, la prima preoccupazione dello staff è calmarli, educarli al rispetto. Poi arriva il ct: «Gli arbitri hanno ragione, ci adeguiamo. Caso mai è un errore, non un’ingiustizia».
Ecco, bisogna sapere dare messaggi così, specie ai giovani, perché ci sono sconfitte che insegnano a vincere. E quella di questi ragazzi, che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso, è una di quelle. È un bel segnale, finalmente, quello che sta dando il nostro calcio con le sue nazionali unite da una staffetta estiva che mette dentro finalmente anche le donne di scena al Mondiale. Segnale che stona, purtroppo, con la diffusa cretineria sugli spalti dello Juventus Stadium dove grandi e piccini, al cospetto della Nazionale maggiore, si cibano di pane e diseducatija gridando “ohhh merdaaaa” a ogni rinvio del portiere avversario. Un doloroso richiamo alla realtà dell’altro calcio, quello che purtroppo predomina.
L’Italia dei grandi intanto fa fatica con la Bosnia Erzegovina, va sotto, pareggia e vince nel finale. Una serata di grande sofferenza che in qualche modo è un’altra lezione, perché fino a ora era sembrato tutto semplice.
Nel frattempo teniamoci l’Under 20 fra le prime quattro del mondo. Con l’Under 21, che da domenica cercherà il sesto Europeo, e il sogno Mondiale delle azzurre è tutta aria buona. Questa. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
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