Gioco
«Atalanta figlia di Gasperini, Fiorentina male, l’Empoli tornerà»
Nella panoramica di Mister Orrico c’è spazio anche per un’analisi sulle squadre che, a detta di tutti, hanno rappresentato rispettivamente la rivelazione e la delusione del torneo: Atalanta e Fiorentina. Etichette che però non convincono fino in fondo il Maestro di Volpara. «L’Atalanta ha sovvertito ogni pronostico – riconosce Orrico – ma non è la compagine che ha giocato il miglior calcio. Quello della Dea, poi, non è un miracolo: è un progetto con basi solide, ma è anche la dimostrazione che il calcio si insegna meglio in piazze diverse da quelle delle grandi squadre. Gasperini infatti non è uno scemo e resta a Bergamo perché ha trovato l’ambiente ideale dove mettere in pratica i suoi dogmi calcistici. Il successo dell’Atalanta nasce dal fatto che vi è un gruppo di giocatori che fa un gioco a tutto campo, che si basa su sacrificio e dinamismo, corsa e abnegazione. Tutte caratteristiche difficilmente replicabili in una squadra più blasonata. Più una squadra si considera “grande”, meno corrono i suoi giocatori. I metodi di Gasperini troverebbero delle resistenze in una big, mentre i suoi ragazzi lo hanno seguito ciecamente».
Diverso il caso della Fiorentina: «Fallimento sì, delusione no. Perché le aspettative non potevano essere superiori. La Viola si è infatti presentata con una squadra approssimativa. Sul mercato la merce migliore costa di più. Corvino ha venduto e poi è andato a prendere scarti o giovani promesse. Ha portato il risultato economico alla proprietà, ma non quello sportivo all’allenatore. Le dimissioni forzate di Pioli sono state una sciagura, poi la patata bollente è passata a Montella ma gli errori veri risalgono all’estate scorsa. Un giudizio sui Della Valle? Hanno preso una squadra dal fallimento e l’hanno ricondotta in A. Il problema è che da un certo punto in poi non hanno più voluto spendere, costruendo squadre figlie del risparmio. Bene per Firenze che sia già tornato l’entusiasmo grazie al nuovo corso targato Commisso. Vedremo se saprà riportare la società in alto, ma è ancora presto per dirlo» .
Infine l’Empoli: «Non meritava di retrocedere. Paga l’unico errore della stagione, il primo allontanamento di Andreazzoli. Ha salutato la serie A in modo crudele, ma con la consapevolezza che si tratta di un arrivederci. Scendere in B non è un dramma, poiché l’Empoli sa come poter risalire. E ha le carte in regola per riuscirci già dalla prossima stagione» . — G.C.
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