Gioco
Altro che cervelli, con lo sconto fiscale in Italia possono arrivare muscoli e talenti
Le misure al varo del Governo consentiranno alle società di risparmiare sulle tasse: anche per campioni come Pogba
Il cosiddetto “Decreto Crescita” potrebbe agevolare il calcio italiano, offrendo alle nostre società la possibilità di operare più agevolmente sui mercati esteri.
Il decreto, infatti, prevede, all’articolo 5, consistenti agevolazioni fiscali per i lavoratori residenti all’estero, siano essi italiani o stranieri, che decidono di lavorare nel nostro paese per almeno due anni.
Una norma pensata per favorire il “rientro dei cervelli”, della quale possono approfittare anche le nostre società di calcio.
Il decreto prevede una tassazione al 30% sull’imponibile, percentuale che scende addirittura al 10% nel caso che la sede lavorativa si trovi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania o Sicilia. Un super sconto che sta svegliando gli appetiti delle nostre società che hanno a che fare con ingaggi milionari.
Non è certo un caso che, negli ultimi giorni, il Napoli sia entrato a gamba tesa nella corsa al belga Lukaku, fino a pochi giorni fa promesso sposo dell’Inter di Antonio Conte.
E, per lo stesso motivo, la Juventus continua a inseguire il sogno di far tornare in bianconero Paul Pogba, uno che al Manchester United nel 2018-2019 ha guadagnato circa 17 milioni di euro. Netti, ovviamente.
Poche certezze
Attenzione, però, a dare tutto per scontato; sono ancora tante le questioni da dirimere. In primis il decreto deve essere convertito in legge entro il prossimo 29 giugno, pena decadenza, senza emendamenti che ne modifichino l’attuale quadro normativo.
Non basta, serviranno poi delle circolari attuative dell’Agenzia delle Entrate per specificare al meglio le modalità, ed i tempi, di applicazione.
Esempio lampante, come verranno considerati i primi mesi del 2019, tenendo conto che i benefici fiscali avranno effetto dal primo gennaio 2020?
Non solo, per aver diritto allo sgravio fiscale, il lavoratore dovrà rimanere in Italia almeno due anni, che diverrebbero tre qualora non fosse considerato utile il primo semestre di quest’anno. Insomma, un vero rebus, non per niente siamo in Italia.
Società vigili
Una situazione, ancorché normativamente in divenire, che però ha fatto drizzare le orecchie alle nostre società.
Se il decreto venisse confermato, infatti, lo sconto per chi mette sotto contratto giocatori provenienti da campionato esteri sarebbe davvero consistente.
Prendiamo l’ingaggio di Godin all’Inter; l’uruguagio si è promesso ai nerazzurri per 7 milioni netti all’anno, che per la società nerazzurra diventano 14 lordi; sfruttando il decreto, il dovuto al fisco scenderebbe da 7 a meno di 5 milioni di euro.
Una situazione talmente fluida che fa capire il ritardo dell’ufficializzazione del suo arrivo in nerazzurro.
Situazione analoga per il gallese Aaron Ramsey alla Juventus, ballano complessivamente oltre 10 milioni di risparmio fiscale, per l’eventuale arrivo di Paulo Fonseca sulla panchina della Roma ed anche per il rientro di Darmian, al Manchester United da oltre due anni, in Italia.
Diversa invece la posizione di Maurizio Sarri; nel caso di approdo dell’allenatore alla Juventus, praticamente certo, la Vecchia Signora dovrebbe sborsare di tasse il 50 % dell’ingaggio lordo, in quanto l’ex mister del Napoli manca dall’Italia da appena 12 mesi.
Insomma, un autentico guazzabuglio che però, se gestito con oculatezza, potrebbe regalare al nostro calcio campioni affermati, inavvicinabili fino a pochi mesi fa. —
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