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Bagno di folla per Commisso «Chiesa non sarà il mio Baggio»

Brunella Ciullini

In seimila allo stadio accolgono il nuovo proprietario: «Ci vuole tempo e pazienza Non c’è alcun accordo sulla sua cessione, vorrei tenerlo. Un tempo tifavo Juve...»

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FIRENZE. Dal«I love you, vi voglio bene». Rocco Commisso lo grida mandano baci i tifosi in delirio per lui. Quanti sono? Oltre 6000, tutti radunati in tribuna al Franchi per salutare e acclamare il nuovo proprietario della Fiorentina. “Portaci in Europa” gli urlano. “Chi non salta bianconero è” è l'altro slogan gettonato che però il magnate italo.americano, simpatie giovanili per la Juve che lui stesso ammette, non comprende fino in fondo e quindi non salta. Poco male per i tifosi viola che si esaltano a sentire dire da Commisso che «i soldi non sono un problema».

Un Commisso con le lacrime agli occhi («Mi fate piangere, un'accoglienza incredibile, un'emozione mai provata neppure per il Mondiale 2006 dell'Italia») mentre arriva pure la benedizione di don Massimiliano Gabbricci, il cappellano del club viola oltreché della Nazionale. Emblematico poi lo striscione che campeggia in tribuna: “Firenze è libera”.

Ad infiammare il popolo viola poi la conferma da parte del tycoon di origini calabresi di voler tenere Federico Chiesa: «Non voglio che sia il mio...Baggio che alla fine andrà alla Juve. Mi hanno assicurato che non c'è alcun accordo sulla sua cessione, ora lasciamolo giocare con la Nazionale. Il sogno? Ho 69 anni, voglio vincere e riuscire a competere un giorno con la Juve, ma intanto dovremo tornare ai livelli di Napoli, Inter, Lazio, Roma. Per me è importante che per la prima volta una squadra italiana sia stata rilevata da un immigrato. Un tempo simpatizzavo per la Juve, ora sono fiorentino e orgoglioso di esserlo. Non sono un petroliere, farò investimenti intelligenti sperando che tolgano anche a noi certi paletti del Fair Play Finanziario: senza giocatori non si fanno introiti e viceversa. Lotterò per questo. Abbiamo le risorse per fare bene».

Poi spiega la trattativa-lampo coi Della Valle: «Di solito non sono così veloce a chiudere affari, se pensate che Berlusconi ci ha messo due anni per vendere la società... Senza calcio non sarei arrivato dove sono. Avevo provato a prendere la Fiorentina nel 2016 e nel 2017, senza risposta. Provai anche col Milan ma non ho mai visto l'allora presidente Yonghong Li, ha speso più soldi lui in un anno che ogni uomo sulla terra. Mi avevano cercato anche diversi club del Sud ma io volevo una squadra importante di una città importante. Non faccio promesse che non posso mantenere ma non ho paura di rischiare».

Il tempo stringe e il lavoro da fare è tanto ma Commisso non fa trapelare nulla: «Devo ancora parlare con Montella, è in vacanza in India, e anche con Corvino, entrambi ancora sotto contratto. Mi vanto di non aver mai licenziato nessuno» Sulle indiscrezioni che vorrebbero il manager Luca Scolari tra i candidati al ruolo di direttore generale o ceo del club e la suggestione dell'arrivo di Buffon ha dribblato con battute e sorrisi: «Buffon possibile colpo di mercato? Non giriamo adesso film... Per certe decisioni serve tempo, il modo non è stato fatto in un giorno».

Unica conferma ufficiale è per Antognoni che gli dona una maglia viola col suo nome e il numero 5, lo stesso che aveva da ragazzo quando giocava. «Senza il calcio non sarei arrivato dove sono. però ho bisogno di dormire».

Brunella Ciullini

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