La “tutta” nacque 100 fa a Firenze, era per gli operai e piaceva agli snob
La inventò un artista e designer toscano che aveva scelto lo pseudonimo Thayaht, leggibile anche al contrario. Realizzata con un unico pezzo di stoffa a forma di "T"
Sapevate che la tuta, o “tutta”, venne inventata cento anni fa da un toscano? Thayaht era lo pseudonimo di artista e designer Ernesto Michahelles, fiorentino, meglio conosciuto per il suo design rivoluzionario della tuta e il suo coinvolgimento con il movimento futurista italiano. Di origine anglo-svizzera, vive sin dall’infanzia a Firenze. Nel 1915, dopo un breve soggiorno parigino, espone a Firenze una serie di disegni astratti, entrando in contatto con i futuristi fiorentini.
La creatività di Thayaht (pseudonimo perfettamente “bifronte”, leggibile allo specchio) è emblematico dello spirito eclettico del futurismo, spaziando dalla pittura alla scultura, dalla moda al teatro, dalle arti decorative alla grafica pubblicitaria, dalla fotografia alla progettazione d’interni. Nel 1919 inventa e diffonde, riscuotendo subito un grande successo, la “tuta” da lavoro a forma di “t”, realizzata in un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma adottata anche dagli ambienti snob fiorentini.
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Dopo una mostra personale a Firenze nel 1920, parte per gli Stati Uniti, dove segue, ad Harvard, corsi sulla colorazione scientifica e la geometria dinamica; nello stesso periodo continua la collaborazione con la Casa di moda Vionnet. Rientrato in Italia, nel corso degli anni Venti, prosegue la sua attività nel campo delle arti applicate. Antesignano dell’Industrial Design, all’Esposizione Internazionale d’Arti Decorative di Monza del 1923 e del 1927 espone, oltre a bozzetti di stoffe e abiti, anche mobili e oggetti d’arredamento di alta qualità, eppure destinati alla larga diffusione.
Michaelles, uomo dal multiforme ingegno e dai tantissimi interesso, si cimentò anche nel campo dell’oreficeria, inventando la “taiattite”, una lega d’argento e alluminio con cui realizza monili di foggia primitiva e di gusto ancora attuale.
Parallelamente Thayaht coltiva, insieme all’amico Maraini, l’interesse per la fotografia e collabora con il Teatro dei Fidenti, a Firenze, disegnando numerose scenografie. Dalla metà degli anni Trenta si ritira a Marina di Pietrasanta dove vivrà fino alla morte, nel 1959, all’età di 66 anni. —
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