Sicurezza
Jorginho non le manda a dire «Sarri alla Juve? Un tradimento»
«Napoli lo ama e non la prenderebbe bene. Al Chelsea ha lavorato benissimo» Emerson Palmieri ne parla al passato. «É un peccato, doveva restare con noi»
Un tradimento. Così dai tifosi napoletani sarebbe vissuto l'approdo di Maurizio Sarri alla Juventus, cosa peraltro data ormai per imminente. Anzi, quella di oggi potrebbe essere la giornata giusta per sancire il divorzio dal Chelsea e firmare così il contratto che legherà alla Signora il tecnico toscano. Il cui approdo a Torino, però, continua a fare discutere.
«I tifosi del Napoli lo hanno nel cuore, normale che potrebbero arrabbiarsi e viverla come un tradimento. E' gente generosa, che dà tutto. Io stesso sarei dispiaciuto se andasse via», ha detto Jorginho commentando dal ritiro azzurro di Coverciano le voci che accostano il tecnico toscano sempre più al club bianconero. «Sarri ha fatto un grandissimo lavoro alla guida del Chelsea - ha ribadito il centrocampista che ha giocato con l'allenatore di Figline sia a Napoli che nei Blues nella stagione appena conclusa - Le critiche non sono mancate ma alla fine siamo arrivati terzi in campionato, abbiamo vinto l'Europa League e siamo arrivati in finale di Coppa di Lega. Risultati importanti che confermano la bontà della nostra stagione».
Ma la separazione tra Sarri e la società guidata da Abramovich appare ormai certa.
Addirittura il compagno di squadra Emerson Palmieri ha parlato al passato, involontariamente o meno, riferendosi proprio a Sarri: «Doveva restare al Chelsea, peccato. Anche se nel calcio bisogna sempre guardare avanti». A consolarli il fatto che Mancini, come Sarri, predilige il gioco offensivo. Sarà così anche sabato ad Atene contro la Grecia, prima delle due gare valide per le qualificazioni a Euro 2020 (la seconda sarà a Torino l'11 giugno contro la Bosnia).
«Le sensazioni sono buone, questo è un gruppo giovane ma ricco di qualità, voglioso di attaccare e vincere sempre. E questo grazie alla mentalità e al gioco offensivi di Mancini» ha detto Emerson Palmieri, visibilmente gasato dalla conquista dell'Europa League come del resto Jorginho soddisfatto di essersi preso una bella rivincita dopo le critiche ricevute inizialmente in Premier.
«Per la cultura che c'è in Premier, dove l'intensità è molto alta e non c'è timore di attaccare (per questo le squadre italiane soffrono in Champions) non sono abituati a vedere calciatori con le mie caratteristiche e che giocano davanti alla difesa. Ho meno fisicità rispetto a tanti, alla fine però ho fatto ricredere sul mio conto»'. Non a caso per Mancini l'italo brasiliano, che sogna un giorno di tornare in Italia, è uno dei punti fermi, in tandem con Verratti. E sarà così anche sabato contro la Grecia: il commissario tecnico ha intesta un’Italia all'attacco, con il modulo 4-3-3, e i vari Chiesa e Insigne e Bernardeschi punti di riferimento.
Oggi pomeriggio è in programma una partitella di allenamento con la Primavera del Bologna. In mattinata l'Auditorium di Coverciano ospiterà il concerto della Banda musicale della Polizia di Stato, iniziativa che mira a far conoscere meglio a tutti, azzurri compresi, l'inno di Mameli. E al termine Chiellini & c. potranno unirsi al coro. —
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