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All’alba e al tramonto, il cielo è sempre Red

All’alba e al tramonto, il cielo è sempre Red

Salah dopo un minuto, Origi all’87’: sesta Coppa per il Liverpool. Tottenham impaurito in una finale non memorabile

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MADRID. La maledizione è finita: dopo due ko consecutivi, il Liverpool porta nella città dei Beatles la sesta Champions della sua storia. Tabù sfatato anche per Klopp, che per due volte era uscito dalla finale con il cuore a brandelli. Il rigore di Salah, fischiato dopo 16 secindoi e trasformato dopo 80, e il tracciante di Origi nel finale sono bastati per superare un Tottenham volitivo, ma visibilmente schiacciato dalla pressione, incapace se non a tratti di esprimere il suo calcio concreto, spietato, cinico che aveva fatto fuori l’Ajax. Partita, va detto, tutt’altro che nei canoni del football inglese: tatticismo a piene mani, tanto giro palla, tantissimi tackle, errori di misura. Non un grande spettacolo, insomma. Una di quelle finali tesissime, in cui alla fine a spostare è solo un episodio. Già, quelli arrivato dopo 16 secondi e a tre minuti dallo stop.

1’20”: il secondo gol più veloce nella storia delle finali di Champions. L’inizio che Klopp sognava e che popolava i sogni peggiori di Poichettino. 26 secondi e la storia cambia già: cross di Manè che Sissoko intercetta tra spalla e braccio. Skomina non ha dubbi e indica il dischettoi, punendo più la postura del medianone degli Spurs che il dolo. Salah giustizia centrale Lloris, e l’alba del match si tinge di red.

Pensi: adesso si scatena la partita, pregusti già il 4-4 che aveva pronosticato Alex Del Piero alla vigilia. Come non detto: il fuoco diventa cenere, la follia diventa calcolo. Tottenham e Liverpool, schiacciate dalla pressione, sembrano xsquadre della nostra (bassa) serie A: attendismo, giro palla lontano anni luce da zone che contano. Tiri in porta? Due, una preghierina da lontano di Alexander Arnold e una casuale sassata di Robertson che Lloris alza in angolo. Poi, soltanto fuffa, per niente divertente. Che Klopp e Pochettino fossero bravi si sapeva, lo sono anche a bloccare l’uno le idee dell’altro. Chiara la logica della ripresa: la partita deve farla il Tottenham. Che infatti alza la linea centrale e qualcosa di meglio lo fa, ma si espone a quello che Klopp vorrebbe, ovvero le ripartenze vertiginose dei tre tenori. Così, qualche occasione arriva. Ma non basta, così Pochettino ridisegna la squadra con 4 attaccanti, schema fortunato contro l’Ajax, con l’eroe di Amsterdam Lucas Moura per Winks. Ma è ilner a accardezzare il palo di Lloris al 68’ dopo la prima, vera azione da Liverpool. Squadre stanche e più lunghe, verrebbe da dire finalmente. Lucas offre brio alla manovra degli Spurs e il Liverpool deve affidarsi al mestiere di Van Dijk e Matip per conservare il vantaggio. origi, sempre lui, imbuca il 2-0 per la festa red. —

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