Gioco
Sarri, un capolavoro per dire addio Chelsea in paradiso, Arsenal travolto
Il tecnico toscano domina tatticamente Emery e centra il primo trofeo della carriera: ora la Juve?
BAKU. Chissà quanti tifosi juventini avranno guardato, immaginato, pensato: Maurizio Sarri sarà l’allenatore giusto per noi? A giudicare dalla finale di Baku lo è. Primo tempo di puro controllo, di attesa, poi un quarto d’ora celestiale nella ripresa, e il Chelsea alza l’Europa League nella notte più bella del tecnico toscano, al suo primo, grande successo della carriera.
L’ex bancario di Figline, nell’immaginaria partita di scacchi, ha messo nel sacco Emery, non proprio un pivellino. Lo ha frastornato con il suo gioco fatto di possesso, improvvisi tagli, sopvrapposizioni. L’Arsenal è partito bene, ma alla lunga è rimasto vittime delle consuete amnesie difensive, con un Ozil lusso quasi inutile in mezzo alle linee. I Blues ci hanno messo più forza, più carattere, più organizzazione nelle ripartenze. E se la Juve di Sarri, se il matrimonio si farà, avrà questo volto, dalle parti della Continassa di certo non ci sarà spazio per la noia. Una perfetta serata italiana, con Sarri, Jorginho ed Emerson e fare festa e Rocchi, migliore in campo, che ha diretto senza un errore.
Sarri non abiura il suo marchio di fabbrica, il 4-3-3, con il recupero all’ultimo istante di Kantè con Pedro e Hazard al fianco del pivot Giroud. Emery, dall’altra parte, piazza Ozil tra le linee, a supportare la formidabile (ma non ieri) coppia formata da Aubameyang e Lacazette. Meglio l’Arsenal, a livello di aggressione della partita: linea molto avanzata, il Chelsea non innesca mai gli attaccanti. All’8’ la prima occasione con un cross di Maitland Niles rimpallato, destro largo a botta sicura di Aubameyang. Al 17’ grande (e difficilissima) chiamata di Rocchi che nega un rigore all’Arsenal: a velocità normale il contatto tra Lacazette e Kepa sembra doloso, le immagini però danno ragione al fischietto fiorentino. Blues in crisi: al 28’ Xhaka prova il bolide dai 25 metri, alto di pochissimo. Finiti gli imbarazzi tattici, la gara si apre e diventa molto...inglese, tra rovesciamenti di fronte ed occasioni: al 34’ Cech si oppone a mani aperte ad Emerson. Azione “sarriana” al 41’, chiusa da un velenoso diagonale di Giroud sul quale Cech compie un mezzo miracolo.
La partita si stappa al 48’, con una manovra di aggiramento tipica del gioco di Sarri. Palla ad Emerson che disegna un cross perfetto per l’avvitamento in tuffo di Giroud: palla velenosa, angolatissima, Cech davvero non ci può arrivare, 1-0 Chelsea. L’Arsenal evapora all’improvviso: nuovo aggiramento sulle fasce e sinistro chirurgico di Pedro per il raddoppio. Poi, al 64’, fallo su Giroud e rigore che Hazard trasforma. L’Arsenal, con spirito tipicamente britan nico, non si arrende e la riapre con un ciclonico destro di Iwobi appena entrato, ma il contropiede della Sarri-band è chirurgico e a 71’ riapre ad Hazard le porte della dopietta. Se questo è il saluto del belga (andrà al Real), niente male. —
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