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DOPO L’ARRIVO 

Lo Squalo e la maglia rosa «Devo inventarmi qualcosa»

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PONTE DI LEGNO. Tre protagonisti assoluti di giornata, ma prima c’è un’immagine bellissima. Val la pena iniziare da quella.

Fa il giro dei social mentre una vera e propria bufera (d’acqua ma, tranquilli, la neve è poco sopra al Gavia) si abbatte sui tifosi arrivati in alta val Camonica sfidando il maltempo pur di gustarsi la lotta per la maglia rosa. Nibali attacca sul Mortirolo, Ventoso (della Ccc) fuggitivo “mangiato” dal “mostro” (la salita), si avvede dell’imminente arrivo del campione, sfila una borraccia dalla bici e la porge all’attaccante. Varrebbe tutto. Nibali poi dà spettacolo, guadagna da Roglic e alla fine commenta la “Santa Alleanza”.

«A quel punto era giusto procedere assieme e collaborare, in modo da guadagnare su Roglic». Come si recupera quel 1’47” su Carapaz? «Non lo so, sarà davvero complicato perché ha dimostrato di essere molto forte. Sono contento per quello che ho guadagnato anche se l’annullamento del Gavia probabilmente ci ha tolto qualcosa d’importante.

È stata una giornata fredda e molto dura, soprattutto nel finale. Sapevo che ci sarebbe stata pioggia e infatti mi ero portato dietro la mantellina. Quello che abbiamo cercato di fare attaccando è stato buono. Adesso dovrò inventarmi qualcosa per battere Carapaz, anche se non è semplice. Lui è in gamba, forte e pronto per questo Giro d’Italia».

Già l’ecuadoriano: se è a suo agio col maltempo dopo che lo è in salita come può perderla la corsa? «Quando Nibali ha attaccato abbiamo controllato la situazione - spiega la maglia rosa - nel gruppo dei migliori con i miei compagni eravamo in maggioranza, non abbiamo mai perso il controllo della situazione». —

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