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Nove anni fa l’attacco dello Squalo sul Mortirolo «Può farlo di nuovo...»

dall’inviato ; A. S.
Nove anni fa l’attacco dello Squalo sul Mortirolo «Può farlo di nuovo...»

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dall’inviato

COMO. Domani saranno passati 9 anni. Corsi e ricorsi storici al Giro. Fateci caso, perché ci sono episodi, salite, attacchi, crisi che ritornano. Giro d’Italia 2010, Basso deve recuperare ancora su Arroyo, protagonista della fuga bidone all’Aquila. Non gli basta l’assolo sullo Zoncolan. Attacca sul Mortirolo, lo seguono Michele Scarponi e Nibali. Ha 25 anni lo Squalo, s’è già fatto vedere al Giro e al Tour, viene chiamato all’ultimo a far da spalla a Basso per lo stop imposto a Pellizotti. Ha già vinto una settimana prima ad Asolo, la sua prima tappa nella corsa rosa, con attacco alla fine della salita del Grappa e discesa divorata (corsi e ricorsi, si diceva).

«E in quel Giro fu determinante per aiutare Basso a vincere e imparò come si vincono le corse a tappe, tanto che poi a settembre trionfò alla Vuelta», spiega Roberto Amadio, ex numero uno della Liquigas. Il manager ricorda la Brescia-Aprica del 28 maggio 2010. «Vincenzo volò in discesa, Basso si staccò e dovette attenderlo. Poi sulla salita finale verso l’Aprica, anche grazie all’aiuto di Scarponi che vinse la tappa, riuscimmo a staccare Arroyo». Corsi e ricorsi. Basso mise tra sé e lo spagnolo 54” e 2’30” su Nibali: sarebbe stato questo il podio di Verona, dove quel Giro si concluse, proprio come nel 2019. E domani? «Vincenzo conosce il Mortirolo – continua Amadio – Certo, se avessero scalato il Gavia sarebbe stato meglio per i suoi sogni rosa. In 4-5 possono vincere: Landa, Lopez, Carapaz, Roglic, ma Nibali ha più esperienza di tutti». —

A. S.



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