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la doppia salvezza al “franchi” 

Fiorentina e Genoa non si fanno del male Zero gioco speculando sulle disgrazie altrui

Nicola Stefanini
Fiorentina e Genoa non si fanno del male Zero gioco speculando sulle disgrazie altrui

Occasioni col contagocce e tanta tensione aspettando il risultato di San Siro. Poi nuove contestazioni dalla “Fiesole”

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firenze. Alla Fiorentina serviva un punto per giocare anche la prossima stagione in Serie A. E lo squallido 0-0 finale premia le necessità viola. Anche al Genoa serviva un punto per non retrocedere, purché l’Inter battesse l’Empoli. E così è stato. Il verdetto del “Franchi”, praticamente esaurito in ogni ordine di posti, fa tirare un sospiro di sollievo sia ai padroni di casa che agli ospiti, e condanna l’Empoli alla retrocessione. Detto questo, la partita di Firenze, al di là della grande tensione che ha bloccato qualsiasi giocata, non ha offerto altro.

Orecchie incollate alle radioline e ai cellulari sulle due panchine e si comincia con la Fiorentina che sembra provarci: dopo 30 secondi Muriel spara addosso a Radu la prima delle rarissime occasioni da gol. Il Genoa, che rischia di più la retrocessione, sembra confidare molto sulla sconfitta dell’Empoli a San Siro e resta racchiuso nella sua metà campo senza rischiare nulla e senza tentare nulla in avanti. La Fiorentina si adegua e non forza più di tanto. Al 25’ Chiesa si accende per un attimo, calcia dalla distanza ma Radu neutralizza senza difficoltà.

Al 34’ una velleitaria punicione calciata da Veloso mette i brividi ai tifosi fiorentini: Lafont, sorpreso dalla traiettoria, rimedia d’istinto deviando in angolo con un piede. È l’unica volta in tutti i 94 minuti che i rossoblù cercano di insidiare la porta della Fiorentina. La prima frazione si chiude con un tentativo di Muriel in mischia deviato all’ultimo momento da un difensore genoano.

Tornano in campo gli stessi 22 e dopo pochi minuti la partita è praticamente finita. È il 51’ quando a San Siro Keita porta in vantaggio l’Inter. La notizia arriva subito ai giocatori in campo e la legge del “non facciamoci del male” riveste di ovatta ogni passaggio e ogni contrasto. Senza sussulti e senza giocate vere il cronometro scorre e soprattutto sulla panchina genoana si sta più attenti a quello che succede a San Siro che a quello che i 22 stanno ruminando sul prato del “Franchi”.

Apparentemente, nemmeno il pareggio dell’Empoli al 76’ scuote il Genoa. Prandelli avverte i suoi che in quel momento sono in Serie B, e intanto manda a scaldare Sanabria: se le cose stanno così, il Genoa deve vincere e questa è la mossa da fare. Ma quando l’attaccante entra in campo al posto di Pereira, da San Siro arriva la notizia del nuovo vantaggio dell’Inter. E allora il “non facciamoci del male” ridiventa il canovaccio di una partita che di fatto non è stata mai davvero giocata.

Quando Orsato fischia la fine, sono i giocatori del Genoa a festeggiare la raggiunta salvezza. I viola lasciano il campo sapendo di averla scampata bella e chiudendo così una delle più sciagurate stagioni degli ultimi anni. —

Nicola Stefanini

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