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Bella come una Dea: Atalanta in Champions

Berardi illude il Sassuolo ma si fa cacciare per una rissa all’intervallo e Gasp la ribalta con Zapata, Gomez e Pasalic

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REGGIO EMILIA. Stavolta è trionfo Atalanta. La sconfitta nella finale di Coppa Italia è un ricordo che muore a Reggio Emilia dove la squadra di Gasperini batte il Sassuolo e conquista la Champions League. Un traguardo storico che mette la ciliegina su una stagione fantastica. E per i 15.000 tifosi della Dea arrivati fino a Reggio Emilia è stata finalmente una notte di grande festa.

Primo tempo ricco di scintille. In ogni senso. Passa a sorpresa il Sassuolo al 20’ dopo un’azione fantastica: uno due sulla corsia di destra, Lirola parte come un treno e serve in mezzo Duncan, scarico dietro per l'accorrente Berardi che di destro, di prima, pesca il palo lontano. L’Atalanta parte all’assalto e il pareggio arriva al 35’: su calcio d'angolo di Gomez, la palla arriva verso Zapata nell'area piccola, dopo un primo intervento a vuoto, il colombiano è bravo e reattivo a spingere la palla in rete anticipando tutti. Serve il Var per verificare che non ci sia un tocco di mano ma alla fine il gol è convalidato.

Prima di entrare negli spogliatoi scoppia un incredibile parapiglia che coinvolge i 22 in campo ma anche le panchine. Ne fa le spese Berardi che viene espulso costringendo il Sassuolo a restare in 10.

E così nella ripresa la strada si spiana per Gasp. Al 51’ l'Atalanta passa in vantaggio. Sul sinistro di Ilicic ribattut: da Pegolo, il Papu si avventa sulla palla e scavalca il portiere avversario con un delizioso tocco sotto. Arriva anche il 3-1 grazie a Pasalic e in pratica la partita si chiude qui perché per l’Atalanta è già festa.

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