Sicurezza
Alla fine l’Inter balla da sola All’Empoli restano le lacrime
Succede di tutto a San Siro con un finale di partita pazzesco, ma il verdetto che arriva è il più amaro per gli azzurri
dall'inviato David Biuzzi
milano. L’Inter balla da sola. Perché la Champions se la riprende. Soffrendo, tremando, ma se la ripresa. L’Empoli, invece, resta a pochi centimetri del sogno, dall’impresa, dal miracolo. Abbandona la Serie A con una partita che, da sola, basta e avanza per parlare di retrocessione immeritata. Ma lascia. Applaudito da mille e passa tifosi al seguito.
Bastano pochi minuti per capire il copione del match. È un’onda nerazzurra quella che si abbatte da subito sull’Empoli con 70.000 anime a spingere gli uomini di Spalletti. Trema San Siro e tremano gli azzurri. Che hanno il merito, non da poco, di resistere. Ogni tanto pungono, ma devono aggrapparsi soprattutto alle prodezze di Dragowski che, nella prima parte del match, è bravo sui tiri da fuori di Perisic (10’), Brozovic (26’) e Asamoah (43’), ma soprattutto miracoloso su un’incornata di De Vrij (27’) che richiede anche l’aiuto del palo. Nel 4-2-3-1 dei padroni di casa, insomma, tutto sembra funzionare. L’Empoli, invece, fatica a ripartire, ma quando ci riesce serve un superbo Handonic per fermare Caputo (31’). Non è molto, ma abbastanza per chiudere un primo tempo con un punto d’oro in tasca e i nerazzurri virtualmente fuori dalla Champions League.
Lo sa anche Spalletti, che apre la ripresa con Keita al posto di Asamoah e Perisic a fare il terzino. Un azzardo che paga perché al 6’ proprio Keita si libera al limite e col destro la piazza all’angolino. L’Inter è avanti, l’Empoli in B. E potrebbe sprofondarci ià al 13’, quando Di Lorenzo sbaglia il retropassaggio e Dragowski travolge Icardi. È rigore, il Var conferma la decisione di Icardi. Solo che il duello dagli 11 metri lo vince il polacco. Para anche questa, cioè, e tieni in piedi la baracca. Lo stesso fa Handanovic, al 25’, strappando il pallone dai piedi del lanciato Farias. Subito dopo proprio Icardi lascia il campo, coperto da fischi e offese, ma è Andreazzoli a calare l’asso: dentro Brighi e Ucan e gli azzurri passano al 4-3-1-2. E proprio il turco, al 31’, accende un finale da film. Scatta a destra, la mette dentro e Traore la spinge nella porta sguarnita. Il mondo è rovesciato, per entrambe. E gli azzurri ora sembrano anche riuscire a tenere più la palla, potersela giocare insomma. Ma alla fine manca molto, troppo. E in quei minuti succede davvero di tutto. A partire da gol che decide non solo la partita ma anche il destino di entrambe. Lo firma Nainggolan, al 36’, ribandendo in rete un tiro di Vecino respinto dal palo. Finita? Macché. L’Empoli di lasciare il tavolo dei grandi proprio non vuol sapere. Raccoglie l’orgoglio, più che le energie, e torna ad attaccare. E, allo scadere, va a un centimetro... dalla salvezza. Sul tiro cross di Caputo, infatti, D’Ambrosio anticipa tutti ma lo salva la traversa della sua porta. Incredibile. Come la palla gol che l’Empoli crea ancora, al 49’, ma Handanovic salva con una prodezza in uscita su Ucan. E ancora: al 50’ Brozovic segna il tris a porta vuota, ma dopo un fallo di Keita su Dragowski. Banti lo scopre al Var ed espelle l’interista. San Siro trema ancora, ma alla fine piange solo l’Empoli. Ed è un peccato. Proprio non lo meritava... —
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