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PANCHINA JUVE 

Sarri, la Signora inizierà a fumare? «Non penso al futuro: per adesso...»

Agnelli gli telefona, il tecnico toscano prende tempo: «Voglio capire se il Chelsea è contento di me»

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Una telefonata è una telefonata. Ne facciamo, ne riceviamo tutti i giorni. Si può parlare del tutto oi del niente. Ma quando dall’altro capo del filo c’è Andrea Agnelli e tu fai l’allenatore beh, non è una cosa banale. Se piaci alla Juve hai svoltato, e Maurizio Sarri avrà pensato a dieci anni di gavetta sui durissimi campi dei dilettanti, tra Chianti e Mugello. La Juve vuole svoltare, soprattutto dal punto di vista filosofico. Vuole offrire ai tifosi un’immagine diversa, di squadra che gioca a calcio, che fa spettacolo, che non bada solo al risultato come teorizzava Allegri, anche se alla fine le vittorie arrivavano, eccome no. Negli occhi del management bianconero è rimasto il divino gioco di quel Napoli forse irripetibile, e pian piano l’idea ha preso corpo: e perchè non lui? La panchina continuerebbe a parlare toscano, anche se i connotati tattici sarebbero del tutto diversi, con il 4-3-3, il possesso palla, il comando del gioco, i tagli continui. L’unica cosa che Sarri (che, particolare non da poco, costerebbe meno di Allegri) non potrebbe chiedere e il suo amato falso nueve: provateci voi a dire a Ronaldo o a Higuain (già, arrivasse Sarri difficilmente il Pipita sarebbe sbolognato altrove) di retrocedere per creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Ma nel calcio tutto si crea e tutto si distrugge, niente è impossibile.

Sarri, dunque, diventa la prima scelta. Ma fino a mercoledì prossimo, alla finale di Europa League di Baku, saranno silenzi, smentite, depistaggi. «Io sono felice di stare in questo club, devo capire se loro sono contenti di me», la sibillina frase di ieri del tecnico del Chelsea. «Per il momento non ho contatti con altre società - ha sottolineato Sarri -, incontrerò i miei dirigenti a fine stagione». Date le molte domande sul suo futuro, l'ex tecnico del Napoli ha poi affermato di essere concentrato sulla finale, «non posso pensare a quello che succederà dopo». Smentite di facciata, per nascondere (si fa per dire) l’abboccamento con il mondo-Juve. Certo che Agnelli e i suoi, scegliendo l’ex bancario di Figline, sfiderebbero anche il loro popolo, non entusiasta a giudicare dai social. Ma anche Allegri venne accolto con il lancio di pomodori e poi...

Paratici, comunque, continua a sondare. Ha già parlato con l’amico e conterraneo Simone Inzaghi, segue con attenzione gli sviluppi della vicenda-Conte e, soprattutto, è vigile anche su Pep Guardiola. Il (supposto) avvistamento del tecnico catalano a Milano ha fatto partire il valzer delle illazioni: i più immaginifici davano per già firmato il contratto. Fantacalcio: Pep ha avuto l’offerta dal City di 22 milioni netti annui, livelli a cui la Juve non può arrivare. Anche se, dopo Ronaldo, ogni certezza può essere un falso. —

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di Redazione web