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SAREBBE UNO SPETTACOLO 

METTIAMO L’ELEFANTE DENTRO LA CRISTALLERIA

DAVID BIUZZI

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DAVID BIUZZI

Se pensi a Maurizio Sarri alla Juventus c’è un’immagine che ti balza subito alla mente. È quella di un vecchio proverbio, è quella dell’elefante che si muove in una cristalleria.

Fa sorridere, insomma, forse addirittura ridere. Ma come spesso accade non è detto che l’apparenza, o in questo caso il primo pensiero, racconti tutti, fotografi la realtà. Tanto per sgombrare il campo dagli equivoci, insomma, Maurizio Sarri ha tutto per allenare i bianconeri. Le conoscenze, lo spirito, la fame. Tutto. Forse non lo stile, ma la giacca e la cravatta - tanto per citare due cose che odia - segnano gol? «Faccio un lavoro di campo – replica Sarri a chi gli muove appunti sul suo look – e a me stupisce chi lo fa non in tuta...».

E ha ragione. Sarri fa un lavoro di campo e ha una particolarità: lo fa bene, maledettamente bene. Ha avuto una carriera travagliata fino all’approdo a Empoli, è vero, ma da allora c’è una costante non trascurabile che lo caratterizza. E cioè che le sua squadre giocano un gran bel calcio, divertono.

Non vince, gli viene detto. E invece ha vinto tutti i campionati a cui ha preso parte dalla Seconda categoria (quando iniziò allo Stia) alla B (proprio con l’Empoli). Manca il pezzo pregiato, giusto, ma se alleni il Napoli e hai contro la Juve, se alleni il Chelsea e le tue rivali si chiamano Manchester City e Liverpool, mica è facile.

I suoi rapporti con i big? Persino lui, a Empoli, non era convinto di riuscirci quando l’allora dg Carli gli annunciò l’acquisto di Maccarone. E invece il pallone racconta una storia diversa. Come quella di Higuain, che con lui a Napoli ha spazzato via ogni record. Infine: non è un’integralista. Il suo 4-3-2-1 diventò 4-3-1-2 a Empoli per esaltare Saponara, poi 4-3-3 a Napoli per il tridente-meraviglia. Con CR7 sarebbe pronto a inventarsi altro. Questo è sicuro.

L’unico problema vero: le sigarette. Di quelle, tante, non può proprio fare a meno. Ma mettere l’elefante nella cristalleria, stavolta, sarebbe davvero una spettacolo... —



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