Sicurezza
Fiorentina-Genoa sulla macchina del tempo
Il 7 maggio di 41 anni fa lo stesso drammatico epilogo: fu 0-0, l’Inter batté il Foggia e i viola sfuggirono alla serie B...
FIRENZE. Solo il calcio, solo lo sport hanno la licenza per salire sulla macchina del tempo, accenderla e farla parture. Questa incredibile serie di personaggi, coincidenze, emozioni che è l’ultima giornata di campionato si arricchisce di un altro capitolo: 41 anni fa, epilogo della stagione 1977-78, propose infatti due scontri salvezza all’ultima giornata: Fiorentina-Genoa e, a San Siro abnche quella volta, Inter-Foggia. Chiamale coincidenze.... In quel maggio di 41 anni la Fiorentina aveva molte meno ambizioni di oggi. Allora c’era un solo, grandissimo interprete, Giancarlo Antognoni, e una banda di onesti lavoratori. poco talento ma tanta gamba.
Quel 7 maggio fu davvero una giornata spaccacuore per chi tifa viola stadio pieno, 45 mila spettatori, brividi e sussulti ad ogni azione. La grande paura quando un'autorete di Facchetti regalò l'1-1 al Foggia, trecento chilometri più a nord, il boato quando la radio annunciò il nuovo vantaggio interista firmato da Scanziani (bel mediano visto anche a Livorno), l’esplosione quando l’arbitro Menegali, con il triplice fischio. decretò la salvezza.
Come quest’anno, anche quella volta la Fiorentina si mise nei guai con le proprie mani. la domenica precedente (si giocava tutti insieme la domenica, che tempi...), Antognoni aveva sbagliato il rigore della possibile vittoria a Pescara, che avrebbe messo la Viola al riparo da ogni sofferenza.
Sulle rive dell’Adriatico finì 1-1 mentre il Foggia batte il Verona, il Genoa pareggia a Marassi. Questa la situazione a 90’ dalla fine: Bologna e Foggia 25, Genoa 24, Fiorentina 23, Pescara già retrocesso con 18 punti. Tutto questo, però, all’89’. Già, perchè in un attimo tutto cambia: a Pescara, punizione dal limite per la Fiorentina, batte Galdiolo, palla nel mucchio, la palla incoccia quasi per caso il centravanti Sella e termina in rete. Vittoria viola e Fiorentina che sale a 24 con il Genoa, Foggia solo un punto più su.
Insomma, occorreva non perdere e sperare nel passo falso del Foggia ieri, dell’Empoli oggi: sono passati 41 anno e niente è cambiato. Non era facile, però: il Grifone infatti era squadra tutt’altro che modesta: un drago come Gigi Simoni in panchina, coppia offensiva composta da Damiani e dal giovane Pruzzo, una difesa solida imperniata su Claudio Onofri. Insomma, roba tosta.
La partita, infatti, fu tosta. Sporca, tattica, cattiva, sofferta. In panchina c’era Mario Mazzoni, scomparso alcuni giorni fa, che si affida alla regia di Antognoni e alle puntate di Casarsa e Sella. ASul filo delle radioline si giocò la battaglia per la sopravvivemza. Poco pericolosi i viola, bloccati dalla paura insieme al proprio, strabocchevole pubblico. Il Genoa costruì una monumentale palla gol proprio con Roberto Pruzzo, che alzò da pochi passi sulla traversa, pochi minuti prima che al 75’ Alessandro Scamnziani, a San Siro, condannasse il Foggia alla serie B. Si narra (anzi, lui stesso si "vanta" simpaticamente di...) che fu Claudio Merlo, fino a due anni prima capitano della Fiorentina, a spingere i propri compagni dell'Inter a cercare il secondo gol che avrebbe voluto dire salvezza per i viola. Ora, una città impaurita spera nel remake. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
