Il dolore
Titano Roglic, certezza Nibali: adesso il duello rosa è servito
Rispettati i pronostici: lo sloveno domina la cronometro-verità di San Marino. Ma lo Squalo fa un figurone, ora è a 1’44". Simon Yates crolla, Conti ancora leader
SAN MARINO. Il titano e lo squalo, lo squalo e il titano. San Marino lancia la sfida finale del Giro. E che sfida. Perché da venerdì sui monti ci sarà spettacolo tra i due vincitori della cronometro-verità di ieri.
Il primo, vero, Primoz Roglic, 29enne sloveno, era atteso. Batte anche l’acqua e il primatista dell’ora Victor Campenaerts (Lotto), partito con la strada asciutta e che deve prendersela col suo meccanico che non l’ha spinto al cambio bici per un guasto facendogli perdere la vittoria. A San Marino, l’Ufo del San Luca diventa Marziano. Come previsto vola, ma si trova "soltanto" a 1’44" in classifica l’avversario peggiore: Vincenzo Nibali. Perché, se lo specialista della Lotto-Visma ha fatto il titano sul Monte Titano, lo Squalo ha fatto di più. È lui l’altro vincitore di giornata. E non lo diciamo perché siamo di parte, italiani, provincialisti, fate voi quel che volete.
No, il capitano della Bahrain-Merida ha corso una cronometro strepitosa, in crescendo, utilizzando intelligenza e forza. E soprattutto esperienza. Qualcuno diceva che a 34 anni fosse troppo vecchio per inseguire la terza maglia rosa. I conti veri, è vero, si faranno sulle montagne, 5 arrivi in salita, il Gavia (forse) il Mortirolo, il Manghen, ma intanto ieri, proprio quando la strada verso San Marino ha cominciato a impennarsi, ha completato il suo capolavoro. Ha dato una sberla al presuntuso Simon Yates (Mitchelton), 2’06", ha volato come Roglic in salita chiudendo la tappa al quarto posto perdendo solo 1’5" dal "titano". Sì, solo 1’05" perché riuscire a contenere il divario praticamente nel minuto contro un marziano come lo sloveno è stato il vero capolavoro per Nibali. «Buona crono sotto la pioggia - ha detto - ho avuto un problema con la bici, in una buca, si è abbassata la sella, poi ho visto davanti Lopez e ho capito che andavo forte. Ci sta aver perso 1’ da Roglic, è uno specialista. Ora sulle salite inizierà il vero Giro». Primo bilancio: «Sono in tabella di marcia. Roglic con le crono ha guadagnato, ma adesso ci sono le montagne. E non dobbiamo dimenticare Yates, Landa e Lopez, che hanno perso più di quanto pensavano e ora dovranno attaccare».
Il titano? Ha fatto il fenomeno, come e più rispetto a Bologna. Bello da vedere in sella, le spalle immobili, i rapporti mulinati con cadenza impressionante: superman. Anche nel fare tre rampe di scale per arrivare in sala stampa. «Sono contento - ha detto il 29enne della Jumbo-Visma - ho cambiato passo in salita e la tattica ha funzionato bene. Sono felice, ma la strada è lunga».
E poi gli sconfitti. Il tonfo più grande è quello di Simon Yates, alla vigilia dispensatore di sicurezza eccessiva. Ha perso più di 3’ dal vincitore, oltre 2’ da Nibali. È spalle al muro. Come gli altri illustri affondati di giornata: Miguel Angel Lopez (Astana), partito 3’ prima e quasi raggiunto da Nibali, e Mikel Landa (Movistar).
Ecco, tre sconfitti, musica per le orecchie dello Squalo. Perché più corridori avranno l’interesse ad attaccare Roglic e più la sua esperienza potrà fare la differenza nelle prossime due settimane.
Il riposo di oggi sulla Riviera romagnola servirà ai corridori per ricaricare le pile, dopo una settimana passata a dribblare acqua e freddo, e per affilare le armi. Chiusura, però, con un altro sorriso, quello di Valerio Conti (Uae). Nella bufera si è difeso con le unghie riuscendo a conservare la maglia rosa dal marziano-titano Roglic conservando 1’50" di vantaggio. Fino ai 2.247 metri di Ceresole Reale, venerdì altro giorno-verità, resterà in sella.
Il meteo non promette nulla di buono nemmeno per oggi. Coraggio sole, fatti vedere: non vogliamo nemmeno immaginare il duello tra i monti tra il siciliano e lo sloveno senza di te.
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