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Svolta Mondiale, Marquez dà gas e lascia tutti al palo

Cristiano Marcacci
Svolta Mondiale, Marquez dà gas e lascia tutti al palo

Le Ducati (anche con Miller) e Valentino ci provano ma inutilmente. Duello appassionante Dovizioso-Petrucci

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Il tempio europeo della velocità potrebbe aver rappresentato lo spartiacque della stagione. L’impressione è che dietro si sia fatto tutto il possibile. E che non sia bastato e non basti per fermare e mantenere tra gli “umani” Marc Marquez. Il massimo del possibile è stato compiuto dal mini battaglione delle Ducati e dal sempre battagliero Valentino Rossi, che continua a spremere come un limone la sua Yamaha.

Lo spagnolo campione del mondo in carica ha collezionato un altro dominio. Stavolta in terra francese, dove forse ha ottenuto in suo favore la sterzata del Mondiale. Dopo il successo di ieri, infatti, la forbice tra i primi della classifica generale provvisoria si è allargata ed el Cabroncito è ora al comando con otto punti di vantaggio su Dovizioso.

Appunto, le Ducati. Solamente le moto ufficiali dello stesso Dovizioso e di Danilo Petrucci e la Desmo16 vecchia versione di Jack Miller sono riuscite per una parte di gara a tenere testa all’alfiere della Honda. I due italiani sono giunti sul traguardo rispettivamente secondo e terzo, mentre il quarto posto è andato all’australiano Miller. Quinto il Vale nazionale, tutt’altro che imitato dal suo compagno di squadra Maverick Viñales, finito a gambe all’aria sull’asfalto poco dopo il via.

Quello di Le Mans è il terzo successo stagionale di Marqez dopo quelli di Jerez de la Frontera e del Gran premio d'Argentina, e soprattutto è la vittoria numero 300 della Honda nella classe regina del Motomondiale.

Ancora una volta quella del fuoriclasse di Cervera (che già al sabato aveva firmato un’altra pagina di storia, centrando la 55esima pole in carriera, proprio come Rossi) è stata una fuga. Ha preso il comando al via e non lo ha più ceduto, nonostante nei primi giri abbiano provato ad impensierirlo e ad innervosirlo Miller e Dovizioso. Quando poi si è scocciato e le gomme sono entrate in temperatura, ha salutato tutti, ha dato gas e ha cominciato ad andare per la sua strada.

A quel punto, di battaglie ce n’è rimasta solo una, e cioè quella per il podio e i piazzamenti a punti. Le cose migliori le ha fatte vedere sicuramente la Ducati, che ha appunto piazzato ben tre piloti alle spalle del vincitore, e che ha mostrato un passo gara più che apprezzabile nonostante le difficoltà legate alla pista, il cui asfalto ha risentito non poco delle abbondanti piogge del sabato.

Per alcuni tratti veramente entusiasmante il duello tutto casalingo tra Dovizioso e Petrucci, con sorpassi e controsorpassi in curva che hanno tenuto gli sportivi col fiato sospeso. Anche ai box della Rossa Gigi Dall’Igna e collaboratori devono aver avuto più di un brivido fuori stagione temendo un disastro-capitombolo di squadra. L'esuberanza dei due da un lato offerto spettacolo, dall’altro ha confermato che al momento i due italiani della Ducati sono gli unici avversari del marziano Marquez, abbastanza inavvicinabile.

Rossi, dal canto suo, ha terminato a punti un’altra gara. Nei primi giri è risultato più performante, poi è calato e non è più stato in corsa per il podio. È comunque il primo uomo Yamaha al traguardo.

In Moto3 ha vinto il britannico John McPhee in sella ad una Honda Petronas davanti a Lorenzo Dalla Porta su Honda, terzo lo spagnolo Aaron Canet su Ktm. Tripletta spagnola invece in Moto2, con vittoria di Alex Marquez su Jorge Navarro e Augusto Fernandez. Disastro per i piloti italiani: Lorenzo Baldassarri, leader della classifica, è caduto al via, insieme a Mattia Pasini, e si è fatto male a spalla e clavicola. È ricoverato in ospedale. —




 

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