Sicurezza
Prandelli-Spalletti: la volata salvezza e gli intrecci sentimentali
Gli allenatori di Genoa e Inter possono mandare in B, domenica prossima, Fiorentina ed Empoli. Ovvero una parte importante della loro vita professionale e privata
Ti amo, ti amerò per sempre. Ma ti devo far piangere, per continuare a vivere. La vita è così, il calcio non è molto diverso, e si diverte a disfare e ricostruire la tela di mille storie, di mille intrecci tra sentimento e ragione, tra affetti e logiche di campo. Prandelli e Spalletti possono mandare in B, domenica prossima, Fiorentina ed Empoli, come dire tre quarti del loro cuore. Incredibile cosa ha partorito un campionato che sembrava spento da settimane, e che invece sotto la cenere di partite all’apparenza inutili celava un finale scritto da Edgar Allan Poe. Si, perché a 300 chilometri di distanza, tra il Franchi e San Siro, le cugine “diverse” della Toscana pallonara si giocheranno futuro, credibilità e un mucchio di milioni: la Fiorentina deve battere il Genoa prandelliano o comunque sperare che l’Inter faccia il suo dovere contro l’Empoli: altrimenti perderemo un vagone del nostro trenino d’elite.
Pensate alla settimana che attende Cesarone e Luciano. Uno ha casa, affetti e base operativa a Firenze da tanti anni, fin dai tempi in cui guidava una Fiorentina yè yè mai rimpianta come adesso. Qui ha trovato l’amore, gli amici, un luogo dell’anima perfetto dove vivere. Magari tante volte ha pensato di tornarci, su quella panchina viola, ma il feeling con i Della Valle non è più come una volta: succede. Domenica Cesare si accomoderà sull’altra, di panchine, negli occhi il sole di Firenze e quella curva Fiesole che tanto ha amato, e sotto sotto ama. Ma il professionista che è in lui prevarrà sul cuore, per cercare di salvare il glorioso Grifone da una B che sarebbe un colpo durissimo.
Ad Appiano Gentile si consumerà la strana settimana di Luciano Spalletti. Che, inutile nasconderlo, potrebbe essere l’ultima. Marotta e il management di Nanchino hanno già deciso e incrociato gli occhi azzurri di Conte. L’uomo di Certaldo, va detto, sta dando esempio di grandissima professionalità: mai una parola fuori posto, lavora a testa bassa per il bene dell’Inter. Gli hanno chiesto una cosa: la Champions, che vale 50-60 milioni. E lui, con una squadra costruita in maniera discutibile, con sul groppone il tormentone Icardi-Nara, sbuffando e soffrendo è a un passo dalla meta. Anzi, a tre passi. Ma prima di varcare i cancelli del paradiso c’è da calpestare il corpo del suo primo amore, l’Empoli. Dove ha giocato, allenato, dove è diventato qualcuno. Dove spesso si fa vedere, perché non vive lontano. Già, l’Empoli guidato da un suo pretoriano, amico, confidente: Aurelio Andreazzoli. Nel museo a cielo aperto che si chiama San Siro, i sentimenti correranno insieme ai giocatori. Qui Franchi, a voi Meazza: anime agitate, minuto per minuto
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