La protesta
Nessun paese multietnico come l’Italia: in serie A oltre metà dei calciatori è straniera
Solo nel massimo campionato cipriota c’è una percentuale superiore di giocatori che arrivano dall’estero
I migranti ci sono anche nel calcio, lo racconta alla perfezione il recente studio del Cies, il centro studi sul calcio con sede a Nyon, in Svizzera, che ha analizzato, al riguardo, la bellezza di 147 campionati, in novantotto paesi. Un trend che aumenta anno dopo anno, tanto che in questa stagione il numero di calciatori che giocano all’estero è aumentato del cinque per cento, con 628 atleti in più rispetto alla passata stagione. Una situazione che rende il calcio sempre più multietnico: ben il 24,1 per cento della “forza lavoro” proviene dall’estero.
Brasile, via tutti
Principale serbatoio di questa autentica diaspora è il Brasile; basta inanellare qualche bella prestazione nel “Brasileirao”, la massima serie carioca, per vedersi recapitare un ticket con destinazione estero. Sono, infatti, la bellezza di 1.330 i brasiliani che giocano lontano dal loro paese, presenti in ben ottantacinque dei novantotto stati esaminati. Grandi “esportatori” di talenti sono anche Francia ed Argentina, entrambi seduti sul podio. Dal paese transalpino sono usciti 867 talenti, da Buenos Aires 820.
Le grandi europee
Non pensate però che i campionati Top siano allergici a questa diaspora; gli inglesi a spasso per il mondo sono 431 (quinto posto), gli spagnoli 427, i tedeschi 394, tutti nella relativa Top Ten. E gli italiani, direte voi? Non mancano, sono ben 144 i “nostri” che si guadagnano da vivere lontano da casa. I più famosi? Mario Balotelli (gioca nel Marsiglia), Sebastian Giovinco in Canada a Toronto, il “parigino” Marco Verratti ed il tris del Chelsea, composto da Emerson Palmieri, Jorginho e Zappacosta.
I paesi “importatori”
La sorpresa arriva invece analizzando il paese di arrivo di questi “migranti”, di lusso. Già perché, come dicevano gli antichi latini, “tutte le strade portano a Roma”. L’Italia è infatti la destinazione di arrivo preferita dopo l’Inghilterra, dove però militano centotrentanove giocatori provenienti dalle altre nazioni del Regno Unito (ovvero Galles, Irlanda del Nord e Scozia). Sono ben 636 quelli provenienti dalle altre federazioni che militano nel nostro campionato, un numero che fa della Serie A il torneo con la maggiore percentuale di calciatori stranieri: ben il cinquantaquattro per cento della forza lavoro proviene infatti da oltre confini. La più alta tra i campionati top, la seconda in assoluto dopo la 1. Division, il massimo campionato cipriota.
Le rotte verso l’Italia
Ma quali sono i paesi di partenza dei “migranti” diretti in Italia: in primis quelli sudamericani, con Brasile (sessantacinque) ed Argentina (sessantadue) a farla da padrone, davanti al principale paese europeo esportatore di talenti, la Francia (cinquantasei). Passi per i transalpini, un trend ineluttabile dopo la sentenza Bosman, ma che andrebbe evitato limitando ancora di più l’arrivo dei calciatori extracomunitari, la maggior parte dei quali alla prova dei fatti non si dimostrano certo dei campioni. Ed i problemi alla fine vengono al pettine, analizzando il rendimento deficitario delle nostre squadre nelle Coppe Europee; non è certo un caso che il top del nostro calcio sia arrivato quando in campo c’erano solamente tre o al massimo quattro giocatori stranieri. Forse sarebbe il caso che chi guida, male, il nostro movimento calcistico facesse delle riflessioni… –
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