Il Tirreno

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UNO SPETTACOLO SENZA FINE 

I big si fanno in due: tutti avanti. Azzurri tenebra

Michele Di Branco

Federer-spettacolo, Djokovic un computer, Nadal domina. Cecchinato, Berrettini e Sinner ko, Fognini vince e poi esce

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«Dopo di me il diluvio», ringhiò rabbioso Luigi XV, sconfitto in battaglia ma niente affatto rassegnato a perdere la guerra. «Dopo il diluvio il Re», ha esultato il Foro Italico. Dopo il mercoledì di stop forzato per la pioggia senza tregua, il giovedì ha regalato al pubblico degli Internazionali d’Italia l’emozione di un Roger Federer che non ha assolutamente voglia di abdicare al suo trono.

Costretto come gli altri tennisti ad un superlavoro per recuperare i turni perduti il giorno precedente, il fuoriclasse di Basilea è stato il grande protagonista di giornata. Non tanto per la qualità del gioco (gli altri due big Nadal e Djokovic si sono sbarazzati senza difficoltà dei rispettivi avversari) quanto per la carica emotiva che ha saputo trasmettere.

Dopo aver liquidato in mattinata il portoghese Joao Sousa in due set con il punteggio di 6-4 6-3, Federer si è trovato di fronte il rocciosissimo croato Borna Coric, numero 15 del ranking Atp. Una bella gatta da pelare. E infatti lo svizzero è andato subito sotto 0-4 compromettendo e poi perdendo il primo set. Riequilibrato il punteggio nel secondo, vinto 6-4, Re Roger ha ingaggiato nel terzo set una lotta all’ultimo sangue con il suo avversario. Equilibrio totale spezzato al termine di un tie-break indimenticabile nel quale Federer ha prevalso facendo valere una classe e una freddezza nei momenti decisivi che non hanno eguali nella storia del tennis.

Coric era infatti nettamente più potente al servizio e molto più mobile sulle gambe, mentre lo svizzero sbagliava molto e non riusciva quasi mai a chiudere il punto. Morale: 2-5 e poi 4-6 con Coric, per il quale il campo si era fatto in discesa, che aveva a disposizione due match point. Ma proprio in quel momento, spalle al muro, Federer, spinto da un tifo da stadio, ha tirato fuori un ace e approfittato di un raro errore del croato.

Sul 6-6, è apparso evidente che il numero tre del mondo avrebbe messo la testa avanti. E infatti il punto vincente è arrivato subito dopo, sul servizio dell’avversario, dopo uno scambio serrato, con un preciso vincente in lungo linea di dritto. La vittoria dello svizzero, accompagnato da una sorta di adorazione da parte del pubblico romano, ha mitigato la delusione per le cadute a ripetizione dei tennisti italiani. E’ uscito senza discussioni l’acerbo Sinner contro il solidissimo greco Tsitsipas, che in serata ha sconfitto anche Fabio Fognini, reduce dalla vittoria pomeridiana con Albot.

Mentre Marco Cecchinato, numero 19 del ranking e sedicesima testa di serie è stato sconfitto con un doppio 6-3, in un'ora e 9 minuti di gioco, dal tedesco Philipp Kohlschreiber, numero 56 Atp.

Si è fermato agli ottavi di finale anche il cammino di Matteo Berrettini. Il 23enne romano, numero 33 del ranking mondiale, reduce dal successo a Budapest e finalista a Monaco di Baviera. Dopo essersi preso la rivincita su Alexander Zverev, nel match che valeva un posto nei quarti ha ceduto all'argentino Diego Schwartzman, numero 22 Atp: 6-3 6-4, in un'ora e 36 minuti. Pessima figura per l'australiano Nick Kyrgios, bad boy del circuito, che discutendo col giudice di sedia ha preso a calci una bottiglia e poi lanciato in campo una sedia, venendo seduta stante squalificato.

Dovrà lasciare Roma anche l'austriaco Dominic Thiem, lui invece battuto sul campo, ma non prima di aver lanciato in conferenza stampa un duro 'j'accusè agli organizzatori, definendo «inaccettabile» quanto avvenuto ieri nella gestione degli atleti, obbligati a suo dire a restare nell'impianto in attesa di improbabili miglioramenti del tempo. —

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di Redazione web