Gioco
Tutto (o quasi) in duecentosettanta minuti. Tre partite per assegnare Europa e salvezza
Inter e Atalanta favorite per la Champions. Per l’Empoli serve un miracolo sportivo: chiuderà sul campo dell’ex Spalletti
Tutto, o quasi, in 270 minuti. Il campionato di calcio ha ancora molto da dire nelle ultime tre partite. Assegnati lo scudetto (Juventus) e il secondo posto (Napoli), già retrocesse Chievo e Frosinone, sono da decidere altri due posti in Champions League e due in Europa League, che diventeranno probabilmente tre se la vincitrice della Coppa Italia (finale Atalanta-Lazio) arriverà fra le prime 6. In coda resta l’ultima casella che porta in B, con l’Empoli nella zona rossa, la Fiorentina non ancora matematicamente al sicuro, e le due volate che si intrecciano, portando con sé motivazioni che nella zona neutra della classifica possono venire meno. I criteri in caso di arrivo in parità, prevedono i punti negli scontri diretti, la differenza reti negli scontri diretti (i gol fuori casa non valgono doppio), la differenza reti generale e, infine, i gol segnati in generale.
L’Inter si è complicata la vita pareggiando a Udine, ma ha una gara facile con il retrocesso Chievo e la trasferta con il già tranquillo Napoli. All’ultima affronta l’Empoli in casa: la speranza dei tifosi azzurri è che il 26 maggio la qualificazione sia già in tasca ai ragazzi dell’ex Spalletti.
Anche l’Atalanta ha buone chanches di Champions, pur affrontando il Genoa in lotta per la salvezza e la trasferta a Torino con la Juventus, difficile a prescindere. Poi ha il Sassuolo in casa, o meglio, a Reggio Emilia, visto che ci sono i lavori in corso allo stadio Azzurri d’Italia. Fra Genoa e Juventus giocherà la finale di Coppa Italia. Per la Champions è in corsa anche il Milan, che punta soprattutto l’Atalanta, con cui è in vantaggio negli sconti diretti (2-2, 3-1). Per la Roma il gol di Romero di domenica sera rischia di pesare come un macigno: è in parità negli scontri diretti con l’Atalanta (due volte 3-3), ma lontana anni luce nella differenza reti (15 a 28). Già la gara interna con la Juventus dirà molto. Per il Torino l’Europa League è più probabile, così come per la Lazio, sia che vinca la finale di Coppa Italia, che la garantisce, sia che la perda, perché l’Atalanta libererebbe un posto in più.
La corsa salvezza sembra una corsa a tre, fra Empoli, Udinese e Genoa. La matematica dice che non è salva neppure la Fiorentina, ma alla squadra di Montella basta un punto: ieri i tifosi hanno deciso, per protesta, di non esporre gli striscioni allo stadio. L’Empoli di Andreazzoli, dopo la vittoria nel derby, che ha portato tre punti e morale, è attesa dalla trasferta contro la tranquilla Sampdoria, poi ha due sfide ad alto rischio con squadre in corsa per l’Europa, Torino e Inter. Non servono calcoli, serve vincere, anche perché l’Udinese ha tre sfide assai più facili: in trasferta a Frosinone, in casa con la Spal, l’ultima a Cagliari, con i sardi che potrebbero essere già salvi a fine maggio. Così il Genoa, che ha 4 punti in più: dopo la difficile trasferta di Bergamo ecco il Cagliari in casa e l’ultima a Firenze. Bologna e Parma, a più 5 e più 6, dovrebbero suicidarsi per retrocedere. Ma due anni fa fu l’Empoli, con 4 sconfitte nelle ultime 5 (anche sul campo del Palermo, già retrocesso), a buttar via una salvezza che pareva acquisita. Il calcio è strano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
