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tennis: masters 1000 a madrid 

Fognini cerca il bis, Federer sul “rosso” dopo 3 anni

Fognini cerca il bis, Federer sul “rosso” dopo 3 anni

Il ligure, dopo il successo a Montecarlo, esordisce oggi contro Edmund. Lo svizzero: «Ci provo e penso a Parigi»

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MADRID. Servirà anche a preparare al meglio gli Internazionali d’Italia a Roma e, soprattutto, Parigi, ma stavolta il “Mutua Madrid Open” quarto Masters 1000 stagionale in corso sui campi in terra battuta della “Caja Magica” della capitale spagnola, offre qualche spunto di interesse in più. Merito di Fabio Fognini e Roger Federer che tornano sul “rosso” rispettivamente dopo il trionfo di Montecarlo (e l’infortunio) e addirittura dopo tre anni di lontananza per quanto riguarda lo svizzero.

L’azzurro, sempre 12° nel ranking Atp, è tornato in campo dopo due settimane di pausa e lo ha fatto nel primo turno del doppio in coppia con lo svedese Lindstedt contro l’inedito duo Nishikori-Del Potro. Fognini, che ha saltato sia Barcellona che l’Estoril per recuperare dalla lesione muscolare riportata nella finale nel Principato di Monaco, ha mostrato una buona tenuta fisica anche se non è servita a portare a casa il match: 5-7 6-4 10-4 i parziali in favore di Nihikori e Delpo. Il tutto in attesa del debutto in singolare, in cui Fognini, decima testa di serie, se la vedrà oggi contro il britannico Kyle Edmund, numero 22 Atp.

Esordirà, invece, al secondo turno Roger Federer, sorteggiato nella parte alta del tabellone, quella presidiata dal numero 1 Novak Djokovic. «Sono contento di giocare sulla terra», ha detto il fuoriclasse di Basilea, quasi 38 anni, nella conferenza stampa pre-torneo. Storicamente il “rosso” è la superficie che gli ha regalato meno soddisfazioni in carriera e sulla quale il suo gioco super offensivo risulta meno efficace, costringendolo in scambi più prolungati e per questo, dice, «non ho grandi aspettative, ma so che tutto è possibile. Sono curioso di vedere come va», ha aggiunto lo svizzero che in base all’andamento del torneo deciderà se andare a Roma o meno. «Non ho ancora deciso – ha poi spiegato in un’intervista al quotidiano sportivo madrileno Marca – perché non so cosa succederà questa settimana e la tengo come opzione. La mia attenzione ora è su Madrid e Parigi. L’esperienza di questi anni mi ha permesso di fare un lavoro di prevenzione degli infortuni. Ora so perfettamente quando posso giocare o no e capisco molto di più il mio corpo». Per quanto riguarda le aspettative, confessa Federer «né io, né il mio team sappiamo cosa aspettarci. Potrebbe andare bene o forse no, è possibile che non faccia risultati, ma spero di giocare più di due partite. Il mio obiettivo è fare delle vittorie qui e anche a Parigi, anche se non mi aspetto molto dal momento che ho giocato poco su questa superficie. Sulla terra – ha concluso – i miracoli accadono poche volte. Posso dire che mi sento pronto ma non so fino a che punto. Ho fatto la mia carriera e non ho bisogno di giocare per perdere al secondo turno in qualsiasi torneo. Il mio obiettivo è vincere, come ho fatto all’inizio della stagione. Quando sentirò che non sarò più in grado di farlo, allora sarà meglio per me fermarmi». —



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