Sicurezza
L’Empoli riaccende la speranza la Fiorentina è brutta e sfortunata
Tre punti d’oro per gli azzurri grazie a un gol di Farias, poi ci pensa Dragowski paratutto
Il derby della delusione diventa... della speranza. Quella dell’Empoli. Che lo vince perché lo vuole di più, aumenta le difficoltà di casa Fiorentina e tiene accese le speranze di una salvezza che resta complicata, complicatissima, ma non impossibile.
Salvezza che ancora non è matematica per i viola. Dato che fotografa l’involuzione di una squadra che si presenta al Castellani (poco più di 20 chilometri di distanza...) con appena 300 tifosi al seguito. Ed è un’offesa continua, ai fratelli Della Valle come a Corvino. Il ko, ovviamente, getta altra benzina sul fuoco anche se il protagonista vero del match è proprio un giocatore della Fiorentina. Peccato che si chiami Dragowski, Bartłomiej Dragowski per la precisione, e giochi (in prestito) fra i pali dell’Empoli. Sono le prodezze del polacco, infatti, a certificare il successo costruito sul gol di Farias e su una gestione della partita più accorta del solito.
Su ambo i lati, visto che nel 4-3-3 di Montella c’è Benassi che prende a uomo Bennacer. Chiesa, debilitato dalla febbre dei giorni scorsi, va in panchina. L’Empoli, invece, ritrova Silvestre e parte col solito slancio. Già al 1’, infatti, Lafont salva su Caputo e sulle successiva conclusione di Traore l’arbitro Irrati vede una deviazione di mano di Pezzella: è rigore. Nel derby toscano che più toscano non si può, però, il direttore di gara di Pistoia viene richiamato al video dall’addetto Var Banti, livornese, e il penalty diventa corner. Sembra l’avvio di un derby pirotecnico, ma non sarà così. I ritmi calano ben presto con gli azzurri imbrigliati e che, contrariamente al solito, cercano di gestire le poche forze rimaste. Fa qualcosina in più la viola, con Muriel che al 14’ (incornata su cross di Biraghi) concede il via al Dragowski-show: il portiere vola e mette in angolo. Succede poco altro, prima del riposo.
Inizia meglio la ripresa: Dragowski che dice no a Benassi (1’) e Lafont che fa lo stesso su Krunic (4). L’Empoli è più presente. Riparte di più e meglio e al 9’ passa. È un break di Veseli a liberare Di Lorenzo al cross, sulla palla Farias sovrasta Milenkovic, che è assai più alto di lui, e l’incornata è precisa e vincente. La Fiorentina passa subito al 3-4-1-2 e la reazione furibonda produce una traversa pizzicata da Simeone, sotto gli occhi di papà Cholo seduto in tribuna, all’11’, e la solita parata di Dragowski su Muriel (12’). Montella sgancia anche Chiesa al 15’ e una manciata di minuti dopo un errore di Veseli consegna al golden boy una palla-gol colossale: ovviamente c’è Dragowski a dire di no in uscita. Quando non arriva il portiere, poi, ci pensa Traore, già preso dai viola, a salvare sulla linea su Simeone (27’). Ma è il derby di Dragowski. E lui, al 36’, ci mette la firma con una parata da fantascienza su colpo di testa di Vlahovic. —
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