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L’ANTICIPO DEL FRIULI 

Udinese e Inter, il brodino del sabato sera Spalletti sbatte contro il muro di Musso

Udinese e Inter, il brodino del sabato sera Spalletti sbatte contro il muro di Musso

Un punto che non risolve le questioni Champions e salvezza. Icardi dentro solo per mezz’ora, ancora fischiatissimo

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UDINE. Era una partita da vincere. Per l’Inter, che al Friuli voleva chiudere una volta per tutte il discorso della qualificazione Champions. Per l’Udinese, che avrebbe messo un baratro tra se e il terz’ultimo posto. Udinese e Inter ci hanno provato, se le sono date di santa ragione a viso aperto, ma alla fine lo zero a zero (che sta strettino a Spalletti) certifica soltanto un passettino avanti, un brodino che nulla compromette e nulla risolve. Inter solida, come accade spesso ultimamente, ma sempre abbastanza irresoluta in area di rigore. Bene l’Udinese: squadra umile, veloce, determinata, che sa coime lottare, conscia del fatto che anche un pareggio poteva costituire un prezioso mattoncino per restare in serie A. Con tante grazie a Musso, autore di almeno tre miracoli.

Che non fosse una passeggiata per l’Inter è stato chiaro fin dai primi minuti. Tudor, che tatticamente sa il fatto suo, lascia il pallino del gioco in mano ai nerazzurri ma quando i suoi ripartono fanno male, guidati dal magistero di De Paul e dalla vena di Pussetto. Nainggolan, uomo di raccordo, è in vena e per due volte tenta la stoccata dal limite, la specialità della casa: sulla prima, decisivo l’intervento di Musso. Gioca non male, l’Inter, ma raramente riesce ad offrire palloni puliti a Lautaro, che si sbatte molto senza costrutto. Politano ci prova con un taglio e un sinistro che finisce òlargo, mentre dall’altra parte la palla ghiotta arriva sul piede di Mandragora che conclude forte e centrale, Handanovic se la cava con le mani aperte. Al 43’ Brozovic decide di mettersi in proprio: il croato salta mezza difesa friulana e scarica il sinistro al giro, leggermente impreciso. Proteste friulane nel finale di tempo per una spinta in area di Brozovic su Mandragora: Rocchi lascia correre.

Spalletti si fa sentire nell’intervallo, e Lautaro parte come un tarantolato: dribbling e destro radente, Musso c’è ancora. Pressione sì, ma vana dell’Inter: tanto che al 62’ Spalletti si gioca la carta della doppia punta inserendo Icardi (fischiato e ancora nel mirino di un comunicato della curva nord che proprio non lo vuole) accanto a Lautaro. Ancora Musso fa muro al 63’ su colpo di tacco di De Vrij su tracciante da fuori di Nainggolan. Luciano led prova tutte, Candreva e Kaita per cercare di sfondare sulle corsie a magari dare qualche palla interessante a Icardi, che resta progioniero della difesa di Tudor.

Occasionissima per Keita che all’87’ passa dietro Larsen e tocca in scivolata, c’è ancira Musso. —

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