Attenzione
Tre punti per la speranza Andreazzoli si gioca tutto
FIRENZE. Chissà se la legge dell’ex condizionerà la gara di domani (12,30) al Castellani. Vincenzo Montella ci spera anche se un pezzo del suo cuore, non è un mistero, è rimasto a Empoli dove arrivò poco più che bambino per iniziare una carriera che, a suon di gol, lo avrebbe dapprima consacrato fino a portarlo in alto, in alcune delle migliori squadre italiane e non solo. Il tecnico campano è tornato a Firenze da meno di un mese dopo le dimissioni di Pioli e ancora non ha assaporato la gioia di una vittoria: fin qui ha ottenuto un pareggio interno con il Bologna e tre sconfitte di fila, contro Juve e Sassuolo in campionato e contro l’Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a Bergamo, un ko che ha messo la parola fine all’ultimo obiettivo rimasto ai viola in questa deludente stagione. Dunque Montella cercherà di conquistare domani i tre punti ma rischia di non avere a disposizione il suo giocatore migliore, Federico Chiesa: il figlio d’arte ieri non si è allenato, fermato dalla febbre. Nulla di irreparabile, sia chiaro, ma un pizzico di allarme e cautela è necessario. Intanto, sempre ieri, è arrivato al centro sportivo Andrea Della Valle per incontrare la squadra e lo staff tecnico insieme al presidente esecutivo Cognigni, al dg Corvino e al club manager Antogoni. I tifosi ribollono da tempo: ogni decisione in chiave futuro è stata però rinviata a campionato concluso. Durante la visita di ieri il patron ha ribadito «la necessità diritornare a fornire prestazioni di livello in linea con la classifica di gennaio quando la Fiorentina era in piena lotta per la zona Europa e tra le prime quattro in Coppa Italia». Tradotto: un’altra prestazione come quella di lunedì scorso non sarà ammessa. Mentre la gente continua a domandare: cessione o rilancio del club? Nel frattempo gli stessi tifosi ricordano che proprio contro l’Empoli la Fiorentina ha ottenuto l’ultimo successo casalingo in A, il 16 dicembre, per 3-1: al gol in apertura di Krunic risposero Mirallas, Simeone e Dabo. Pare sia passato un secolo. — B.C.
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